Sotto il velo dell’acqua dorme,
una città che nessuno ricorda.
Dicono torni ogni cento inverni,
per chi ancora nel buio la cerca.
Cammino tra torri e riflessi,
Tra case spezzate come vetro.
Ogni passo è un ricordo,
ogni voce un'eco che torna indietro.
Ora lo tengo tra le dita, pietra e sale,
nelle profondità, l’acqua è il mio cuore.
Non torno più a riva, non posso,
finché non saprò chi devo chiamare.
Vedo finestre riempirsi di luce,
ombre danzare tra vetro e memoria.
E la mia mano si tende al passato,
Che narra sempre la stessa storia.
Le campane suonano in fondo,
non per i vivi, non per i morti.
Per chi sta sospeso tra i mondi,
e dimentica nel buio destino e sorti.
Ora lo tengo tra le dita, pietra e sale,
nelle profondità, l’acqua è il mio cuore.
Non torno più a riva, non posso,
finché non saprò chi devo chiamare.
Sento il mio nome scomporsi,
tra mille gocce di silenzio antico.
E se la città svanirà con l’alba,
io resterò qui, nel buio, per ricordarla.
Ora lo tengo tra le dita, pietra e sale,
nelle profondità, l’acqua è il mio cuore.
Non torno più a riva, non voglio,
qui sotto ho trovato il mio nome,
il mio nome,
il mio nome...
che dormiva nel mare!
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Questo video è parte di un'esperienza di gioco di ruolo (Play by Chat).
Tutto il contenuto, inclusi personaggi, luoghi, trame ed eventi, è interamente fittizio e creato per scopi di intrattenimento nell'ambito del nostro gioco. Non intende in alcun modo rappresentare la realtà. Godetevi l'immersione nel nostro mondo immaginario!
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