Il 27 febbraio 2026 segna la nascita di una ricorrenza ufficiale per il Corpo Nazionale. A Potenza, il Comandante Ponticelli traccia il ritratto di un impegno costante: tra l'eredità dei caduti e le sfide di un territorio da proteggere.
Non è solo una data sul calendario, ma il riconoscimento di un’identità collettiva. Il 27 febbraio 2026, alle ore 10:00, l’Italia ha celebrato per la prima volta la Festa commemorativa dell’istituzione del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco. Un evento diffuso in ogni Direzione Regionale e Comando Provinciale, uniti dal tema celebrativo “Lì dove serve”, per ricordare quel regio decreto che, 87 anni fa, diede una struttura unica e nazionale al soccorso pubblico.
Dietro le celebrazioni ufficiali batte il cuore operativo del Comando di Potenza, una realtà che si confronta quotidianamente con numeri che raccontano dedizione e sacrificio. L'attività del presidio lucano si snoda attraverso un impegno massiccio: 7.000 interventi all'anno che nascono dalla gestione di circa 6.000 sinistri, con una particolare concentrazione durante l'emergenza estiva degli incendi boschivi.
Il Comandante Provinciale, Luca Ponticelli, ha voluto descrivere minuziosamente la "famiglia" che coordina, mettendo in luce sia le eccellenze che le difficoltà strutturali:
«Siamo un organico di 283 unità complessive. Di queste, la forza d'urto è rappresentata da 263 professionisti operativi, affiancati da una ventina di amministrativi. Nonostante una cronica carenza di capisquadra e caporeparto, figure chiave per il coordinamento sul campo, la nostra risposta non vacilla mai. Il nostro pregio è l'uniformità: operiamo con gli stessi mezzi e regole in tutta Italia. Se Potenza chiama, l'intera nazione risponde».
Per comprendere l'impatto del Corpo sul territorio, basta osservare l'equilibrio tra risorse e necessità che caratterizza la sede potentina:
Il Carico Operativo: Una macchina del soccorso instancabile che risponde mediamente a 16 chiamate d'emergenza ogni singolo giorno dell'anno, spaziando dallo spegnimento dei roghi boschivi ai controlli di sicurezza nei luoghi di pubblico spettacolo.
La Forza Umana: Su un totale di 283 dipendenti, ben 263 sono uomini e donne in prima linea, un dato che sottolinea la vocazione prettamente operativa del Comando.
Le Sfide Quotidiane: La gestione del territorio deve fare i conti con la carenza di figure di coordinamento intermedio (capisquadra/caporeparto), un vuoto colmato solo dalla straordinaria disponibilità e professionalità del personale in servizio.
Il dovere della memoria
La cerimonia ha vissuto il suo momento più alto nel ricordo di chi, in quella divisa, ha trovato il proprio destino. I nomi di Leonardo Santarsiero, Felice Lettieri (caduti nel 1943 sotto il fuoco dei bombardamenti) e Donato Morlino (scomparso nel Natale del 1992 durante un soccorso stradale) sono stati pronunciati con solennità.
«Siamo orgogliosi di essere ciò che siamo perché poggiamo sulle spalle di giganti come loro», ha concluso Ponticelli. La giornata, tra momenti istituzionali e attività dimostrative aperte ai cittadini, ha ribadito una certezza: i Vigili del Fuoco non sono mai soli, perché dietro ogni squadra c'è un'intera nazione pronta a muoversi, esattamente lì dove serve.
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