Escursione storica sulla Strada delle 52 Gallerie del Pasubio.
Anello completo in giornata:
Partenza da Bocchetta Campiglia
Strada delle 52 Gallerie o della Prima Armata
Porte del Pasubio, rifugio Achille Papa
Cima Palon
Dente Italiano
Dente Austriaco
Cimitero "Di qui non si passa"
Porte del Pasubio
Strada degli Scarubbi
Totale 23 Km per 1150 metri di dislivello
Nel maggio del 1916 gli austro-ungarici lanciarono contro l’Italia l'offensiva di primavera, nota anche come Strafexpedition.
La manovra, diretta dal generale Conrad, aveva come obiettivo quello di sfondare il fronte sfruttando il saliente trentino e dilagare così nella pianura veneta
Da li intendeva poi penetrare nella pianura padana e prendere alle spalle il grosso delle armate italiane, schierate sul fronte dell’Isonzo.
In questo particolare contesto, il massiccio del Pasubio divenne un cruciale punto di tenuta dell'intero fronte
Fra il 18 ed il 19 maggio 1916 gli italiani riuscirono a occupare Cima Palon ed il vicino Dente Italiano, gli ultimi baluardi che si opposero alla travolgente avanzata austriaca della Strafexpedition.
Da quel momento in poi i due eserciti si fossilizzarono su quelle posizioni per tutta la durata del conflitto.
Scavarono chilometri di gallerie all'interno della montagna, e quando si accorsero che le opposte posizioni non erano espugnabili, diedero vita alla terribile guerra di mine.
Il Pasubio divenne così il più alto campo di battaglia della prima guerra mondiale.
Sul massiccio ci fu ben presto la necessità di avere e mantenere un’enorme quantità di soldati.
Durante la guerra, vi stazionavano qualche decina di migliaia di uomini e lassù non c’è assolutamente nulla, solo un’immensa pietraia senz’acqua.
Si consideri che una brigata di circa 5000 uomini poteva aver bisogno anche di 20 tonnellate al giorno solo di vettovagliamento. Acqua, legna, carburante per scaldarsi, cibo
I rifornimenti sul Pasubio avvenivano perlopiù tramite teleferiche e sentieri ma per sostenere un tale contingente era indispensabile una via d'accesso più comoda e veloce.
Questa via esisteva già ed era la strada degli Scarubbi, ma aveva due enormi problemi:
D’inverno era inservibile a causa delle numerose valanghe ed era costantemente sotto il tiro delle artiglierie nemiche dall fronteggiante monte Maio.
Va ricordato inoltre che l' attuale Strada degli Eroi, al tempo di guerra era solamente un sentiero.
Per ovviare a queste drammatiche necessità fu realizzata la Strada delle 52 Gallerie. Un’opera d’ingegneria militare unica, che garantiva il transito anche d'inverno, ed era totalmente al riparo, invisibile e irraggiungibile dalle artiglierie austro-ungariche.
L’opera fu completata in soli 10 mesi di lavori fra il marzo ed il dicembre del 1917.
Supera un dislivello di circa 750 metri per una lunghezza complessiva di 6300 m, dei quali 2300 in galleria ed i restanti scavati audacemente a mezza costa nella nuda roccia.
I lavori affidati al tenente Zappa ed in seguito al comandante Picone, iniziarono in pieno inverno. Zappa dovette progettare un percorso in grado di superare una parete quasi verticale solcata da profondi canaloni, di cui non esisteva alcun rilevamento topografico.
La strada delle 52 gallerie è il risultato dell’eroico lavoro
della 33 compagnia minatori del 5 reggimento genio dell’esercito italiano
affiancata da sei centurie di lavoratori territoriali.
Oltre che da vitale via di collegamento, la strada aveva anche una funzione difensiva, infatti fino all’ottava galleria ci sono numerose postazioni per cannoni e proprio quest’ultima è una vera e propria cannoniera.
L’illuminazione era garantita sia dai numerosi finestroni presenti nelle gallerie, sia dalla rete elettrica, tanto che al passo fontana d’oro e ancora possibile trovare i resti di una cabina di trasformazione
In caso di sfondamento nemico, la strada era pronta per essere interrotta. La 20ª galleria, quella a spirale, presenta ancora oggi i fori per la carica esplosiva, che se fatta saltare, avrebbe fatto collassare l'intero pinnacolo roccioso. Allo stesso modo, tra la 18ª e la 19ª galleria, si trovano pozzetti di mina per distruggere il tratto e impedire al nemico di scendere verso Bocchetta Campiglia e da lì verso la pianura veneta.
Al giorno d’oggi quest’ incredibile opera è un meraviglioso percorso escursionistico di notevole interesse storico e naturalistico e nella sua parte più alta regala dei panorami assolutamente eccezionali.
00:00 Introduzione, cosa vedrai nel video
00:56 Saluti da Cima Palon
01:23 Strada delle 52 Gallerie, con spiegazione storica
05:19 Dal rifugio Achille Papa, verso la zona Sacra del Pasubio
06:21 Cima Palon
06:57 Galleria Papa
08:06 Dente Italiano
09:21 Discesa alla sella fra i due Denti
10:22 Dente Austriaco
12:06 Discesa verso le Porte del Pasubio e strada degli Scarubbi
12:48 Cimitero Italiano "Di qui non si passa"
13:26 Strada degli Scarubbi
13:55 Saluti e conclusione
15:21 Bloopers
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