A soli pochi chilometri dalla magnificenza della monumentale Reggia di Caserta, meravigliosa dimora della dinastia dei Borbone, si trova l’altrettanto rinomata San Leucio, patrimonio Unesco dell’umanità. Il nome di questa frazione ha fatto il giro del mondo e i meriti vanno alla lavorazione della seta che potete trovare ovunque nel mondo, dal Vaticano alla Casa Bianca, dal Quirinale al Regno Unito.
Nel 1750 Carlo III di Borbone acquistò il sito dai principi di Caserta. Stanco del caos e della corte reale casertana, nel 1773 Ferdinando IV volle costruirsi un ritiro solitario dove poter trascorrere del tempo in modo spensierato e dedicarsi alla caccia. Nel 1776 nacque la prima colonia con la sistemazione di 17 famiglie di circa 215 abitanti. La colonia crebbe rapidamente così che si decise di costruire ulteriori edifici, dotati di acqua corrente e servizi igienici, per migliorarne le funzionalità tra i quali una parrocchia, degli alloggi per gli educatori e dei padiglioni per i macchinari, una seteria e una fabbrica per i tessuti. L'organizzazione era affidata a un Direttore generale affiancato da un Direttore tecnico che monitorava la condizione degli impianti.
Noto anche come "Belvedere" per la vista mozzafiato sulle campagne, il Vesuvio e Capri, divenne quindi una comunità con tanto di case e scuole il cui funzionamento era legato a uno specifico Statuto, il Codice Leuciano, che sanciva l'autonomia del piccolo borgo e ne regolamentava anche il funzionamento ispirandosi a principi di uguaglianza, solidarietà. Era vietato il lusso, gli abitanti dovevano ispirarsi all’assoluta eguaglianza, senza distinzioni di condizioni e di grado, l’abbigliamento era spartano, pratico e uguale per tutti. L’istruzione nella colonia era obbligatoria e l’educazione orientata a formare la coscienza civile. Gli operai erano trattati in modo dignitoso.
Il successo del sogno di Re Ferdinando IV fu tale che le richieste della pregiata Seta dei Borbone provenivano da ogni dove nel mondo. Parliamo infatti di pezzi unici, tende, arazzi e broccati di ottima fattura pronti a vestire di eleganza ogni prestigiosa dimora. All’interno di questa città-fabbrica si svolgevano tutte le fasi del processo produttivo che portavano alla realizzazione di veri capolavori artigianali. Il filo del baco da seta, lungo anche centinaia di metri, dopo esser stato ammorbidito nell'acqua calda e steso in tensione, andava a formare delle matasse. Successivamente, meditante il supporto di un telaio in legno, si procedeva alla tessitura e alla rifinitura dei tessuti.
Tutto funzionò alla perfezione fino al 1861 anno in cui, a seguito della invasione sabauda, il Regno fu annesso al Piemonte e il setificio venne privatizzato.
Oggi a San Leucio è possibile fare un salto indietro nel tempo facendo visita al famoso Palazzo del Belvedere là dove è ospitato il "Museo della seta", un prezioso contenitore di meraviglie che permette di ripercorrere le tappe salienti del successo di questa realtà ammirando antichi macchinari, telai, manufatti e non solo. Degna di nota la visita degli appartamenti reali con sale affrescate, i giardini del Belvedere e la Casa del Tessitore, valido esempio di abitazione operaia.
(Fonti Turismo.it)
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