Durante la mia diretta Let’s Spend Saturday Night Together del sabato sera ho raccontato la favola di una città, Bologna, di quando era considerata una delle tre capitali della nuova musica nel mondo. Tra la fine degli anni ’70 e i primi anni ’80, il fenomeno Bologna Rock aveva coinvolto artisti di altre città.
Tutto è iniziato con una tragedia. L’11 marzo 1977 lo studente Francesco Lorusso, militante in Lotta Continua, perde la vita per un colpo di fucile sparato da un carabiniere durante una manifestazione.
A Bologna scoppiò la rivoluzione e nel centro della città arrivarono i carri armati. Io avevo una radio, Marconi & Co., con Francesco Guccini, Lucio Dalla e Bonvi. I due cantautori decisero di chiuderla, anche perché nelle strade della città a protestare c’era il loro pubblico che contestava anche il Partito Comunista che allora era uno dei pochi datori di lavoro per concerti alternativi con le feste dell’Unità. Così io andai per la strada registrando le assemblee e documentando quello che accadeva. Le mie registrazioni le davo da trasmettere a Radio Alice, quella più attiva ed estremista a raccontare ciò che stava succedendo. Con Bonvi poi, che aveva la casa in via Rizzoli e dalle finestre vedevamo i movimenti della polizia, telefonavamo in diretta a Radio Alice. In una di quelle telefonate Bonvi fece il mio nome, Gabriele, e per evitare di essere arrestato dovetti cambiarlo poi in Red Ronnie.
Queste giornate, fatte di lacrimogeni e scontri con la polizia, in concomitanza con il Punk che era esploso a Londra, furono l’inizio di un fermento musicale che aveva alcuni punti di riferimento. Una piccola cooperativa, Harpo’s Bazar, che diventerà Italian Records, aveva in Oderso Rubini un produttore che faceva entrare in un piccolo studio di registrazione in via San Felice, giovani artisti, ma soprattutto gruppi emergenti. Poi c’erano i negozi Nannucci e Disco d’Oro che importavano dischi punk da tutto il mondo. Infine io, oltre a trasmettere nelle radio libere, ero diventato giornalista prima di Popster poi del quotidiano Resto del Carlino. Questa combinazione di eventi portò ad esempio Raf a casa mia per farmi ascoltare il nastro dei suoi Café Caracas, con Ghigo alla chitarra, e io lo portavo da Oderso. Oppure i gruppi di Pordenone, HitlerSS e Tampax poi altri, ma soprattutto i Rats di Spilamberto. Gianni Gitti, che poi diventerà il mio partner tecnico nel programmi televisivi, produceva i Confusional Quartet, dopo aver registrato il primo disco degli Skiantos, declinando la richiesta di un giovanissimo Vasco Rossi. Dal canto suo, Oderso puntava su gruppi come Gaznevada, Luti Croma, Windopen e altri.
Tutto questo mentre Andrea Pazienza rivoluzionava il mondo dei fumetti, peraltro mentre ascoltava i miei programmi in radio.
Era un momento magico per Bologna, celebrato anche dal primo singolo dei britannici Scritti Politti di Green dal titolo “Skank Block Bologna”. Unico aspetto negativo era l’eroina che stava dilagando tra i giovani e anche tra i gruppi.
La mia favola finisce con un video creato da Oderso Rubini su musica dei Windopen, di cui recentemente è stato pubblicato in vinile un album storico dell’epoca.
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