dal libro ORCHIDEE, STORIE & PERSONAGGI, 4° edizione, pag 572, € 30 acquistabile da www.orchideria.it o amazon: Le stecche di vaniglia utilizzate in pasticceria sono il frutto dell’orchidea Vanilla fragrans proveniente dal Messico dove gli Aztechi la utilizzavano con il cacao per produrre il “chocolats”, la bevanda preferita dal re Montezuma che la degustava cinquanta volte al giorno in tazze d’oro e cucchiai di guscio di tartaruga. Le piante di Vanilla furono portate in Europa dagli spagnoli ma furono i francesi* ad iniziarne le coltivazioni nelle loro colonie tropicali.(....)*Vanilla I francesi impiantarono grandi coltivazioni di Vanilla in particolare nell’isola Bourbon (il nome gli venne dato nel 1642 dal re Luigi 13° dal nome di famiglia, i Borbone, nel 1793, durante la rivoluzione francese, fu poi ribattezzata isola della Reunion) inizialmente queste piantagioni si rivelarono un pessimo affare perché le piante fiorivano sì, ma i fiori, che durano pochissimo, appassivano senza produrre il frutto per la mancanza degli insetti impollinatori mentre l’impollinazione artificiale appariva lunga e laboriosa e quindi controproducente.
Fu un giovane schiavo, Edmund Albius, che nel 1841 ideò un metodo semplice e veloce per impollinare i fiori di Vanilla, con questo sistema una persona impollina circa 2.000 fiori al giorno e da allora le piantagioni si sono diffuse nel mondo. Grazie alla sua scoperta Albius fu liberato dalla schiavitù. Oggi le Vanilla sono coltivate in diversi paesi tropicali, soprattutto Madagascar, Indonesia, India, Nuova Guinea, nel 2004 ne sono state prodotte circa 2.000 tonnellate di stecche secche, corrispondenti a circa 10.000 tonnellate di prodotto verde.
**Salep L’amica Johanna, orchidofila di Bolzano, mi ha mandato questo messaggio il 29 novembre 2010: “Ciao Giancarlo, come va? A Bolzano sta nevicando! Sto leggendo un libro tedesco dal titolo: La storia della scoperta delle orchidee! Questa primavera sono stata ad Istanbul, dove ho mangiato un gelato molto ciungoso. Leggendo questo libro ho scoperto perché: estraggono bulbi di orchidee selvatiche (per esempio Orchis mascula, ecc.), questi bulbi vengono lavati bene bene (per circa un’ora), viene tolta la buccia, poi vengono seccati al sole per una settimana, vengono triturati e poi fanno una farina (che si chiama salep). La farina viene mescolata con latte e zucchero, il tutto viene poi mescolato bene con una bacchetta metallica per ottenere una crema. La crema di gelato diventa così solida che, per mangiarla, bisogna usare coltello e forchetta. Ecco perché il gelato è buono, ma molto ciungoso. Lo sapevi?”
In Turchia è tuttora molto diffuso l’uso del Salep, e per la raccolta indiscriminata degli pseudobulbi di Orchis ed Ophrys, in alcune regioni queste orchidee sono diventate così rare che sembra si trovino solo nei cimiteri, dove non vengono raccolte per rispetto dei morti e forse un po anche per scaramanzia.
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