“Amici del Regno di Pordenon… mettetevi comodi, perché quella che state per ascoltare non è solo una canzone: è un viaggio di luce, ricordi e universi che si sfiorano.
Lui apre il brano guardando sprazzi di luce che gli attraversano gli occhi in una giornata uggiosa. È triste, è solo… ma basta chiamare lei, basta pensare a lei, e tutto si illumina. Lei è la sua gioia, la sua preziosità, la sua luce che ritorna anche quando il cielo è grigio.
Poi arriva la voce di lei, dolce e nostalgica.
‘Ciao Freddy, come va?’
E subito ci porta in un ricordo: quel giorno alla Livenza, le rogge che brillavano come specchi d’acqua… ma in realtà, a brillare, erano le sue pupille. Per lui erano stelle inesplorate, spiagge lontane, mondi da scoprire. Lei lo desidera ogni giorno, ma il tempo le scappa via. Eppure lo chiama ‘cristallo glorioso’. Una dichiarazione che pesa come un diamante.
Il ritornello è un abbraccio di immagini:
sprazzi di luce, rogge luccicanti, spiagge inesplorate che si incontrano in un unico mare.
È il loro amore che si muove, che brilla, che cerca un punto d’incontro.
Lui, più avanti, parla di stelle e di universi ‘spampanati’. È un modo tenero, quasi buffo, per dire che il mondo è un caos… ma in quel caos lui cerca sempre lei.
E lei risponde guardando il cielo:
‘Unisci le stelle… siamo noi che ci abbracciamo intensamente.’
È una delle frasi più belle della canzone: due anime che si ritrovano disegnando costellazioni.
Il finale è un’esplosione di cuore:
sprazzi di luce, pensieri spampanati, cirri e cumulonembi che diventano poesia.
Loro due diventano lembi di spiagge inesplorate, stelle che si toccano, universi che si abbracciano.
È una canzone che parla di nostalgia, di desiderio, di ricordi che brillano…
ma soprattutto di due persone che, nonostante tutto, continuano a cercarsi nella luce.”
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