Toscana, quasi il 5% della popolazione sotto la soglia di povertà assoluta
Assessore al Welfare, Monni: "In ultimi 15 anni numero di famiglie raddoppiato"
Politica (Firenze). Il 4,9% delle famiglie toscane vive sotto la soglia di povertà assoluta. Numeri migliori rispetto alla media nazionale, 6,2%, ma che, spiega l'assessora regionale al welfare Monia Monni, "non è rassicurante, perché purtroppo negli ultimi 15 anni le famiglie che vivono in povertà assoluta sono raddoppiate, e questo è un dato strutturale che ci preoccupa moltissimo". E' quanto emerge dal nono rapporto 'Povertà e inclusione sociale' realizzato dall'Osservatorio sociale della Regione Toscana e presentato questa mattina a Firenze. I dati, calcolati sulla base dei redditi, fanno riferimento al 2024 e mostrano un incremento rispetto al 3,5% del 2023 e un'incidenza maggiore nelle famiglie con minori dove la percentuale sale al 6,6%. Crescono anche le persone intercettate dai centri di ascolto della Caritas, che nel 2024 hanno incontrato 29.297 persone in situazione di fragilità, con un aumento del 3,9% sul 2023. Per la maggior parte si tratta di persone di età compresa fra i 25 e i 54 anni (59,5%), donne (54,9%), stranieri (60,8% ma la percentuale è in calo), crescono gli over 65 (16%). Dal rapporto emerge anche il tema della povertà lavorativa: il 7,8% degli occupati vive in famiglie a basso reddito, con una percentuale che sale all'11,8% per i single e al 12,7% per i monogenitori con almeno un figlio. "La questione della povertà - commenta ancora Monni - si intreccia col tema del lavoro, un lavoro che è sempre più insicuro e mal pagato. Spesso le persone si alzano presto la mattina, lavorano tutto il giorno ma questo non gli consente di avere una vita serena e di far fronte alle spese. Sempre più spesso nuclei anche monofamiliari si trovano a dover scegliere di rimettere la spesa sullo scaffale perché gli stipendi non tengono il passo con il costo della vita". Il rapporto presenta anche un'indagine Irpet realizzata a maggio 2025, dove emergono piccoli segnali di miglioramento: la quota di famiglie che si autodefinisce povera o molto povera scende al 9,7% dall'11,4% del 2024, quella che dichiara di arrivare a fine mese con fatica passa dal 56,3 al 48,5%, ma il 25% ha difficoltà ad effettuare visite mediche e acquistare farmaci. (Emanuele De Lucia/alanews)
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e sicuramente il dato più preoccupante rispetto al dato nazionale è un dato migliore perché il 6 e 3 è il dato Nazionale ma il dato che preoccupa di più è che negli ultimi 15 anni livello di povertà e raddoppiato quindi la Toscana sta meglio rispetto alle altre regioni d'Italia Ma la coperta cresce e questo leggendo il rapporto mette Certamente i numeri ma questi numeri raccontano le famiglie che non arrivano alla fine del mese di famiglie spesso anche mono reddito mono genitoriali che fanno una grandissima fatica e che spesso devono rimettere gli scaffali ciò che stanno acquistando al supermercato che non arrivano a pagare l'affitto in una condizione che diventa un vortice che fa scivolare sempre più in basso una condizione che si lega indissolubilmente al tema del Lavoro sempre più il lavoro e precario sempre più instabile sempre peggio è pagato e questo vuol dire che tante persone si alzano presto la mattina lavorano tutto il giorno spesso fanno orari pesanti ma questo non gli consente di avere una condizione di serenità e di poter affrontare tranquillamente la propria vita sono preoccupata anche dal dato che riguarda i minori il dato dei Minori in stato di povertà è un caso che cresce Questa è una sorta di condanna perché da quel vaso si riesce male ad uscire e i temi si intrecciano ovviamente il tema della povertà intreccio tema della povertà educativa intreccio al tema dell'abitare spesso condizioni abitative che condizionano anche lo stato di salute spesso rinuncia alle cure ma ancora di più alla cattiva alimentazione impossibilità a fare sport una dimensione davvero variegata del tema della povertà che spinge una risposta complessa che è quella permesso a questa regione di reggere meglio nel tempo ma che va ulteriormente rafforzata quindi un lavoro di equipe un lavoro che coinvolga certamente il sociale ma anche la sanità Perché i du mi si tengono è da qui anche la scelta di avere una regia unica di questi due assessorati certamente il tema del Lavoro stiamo per dare il via al reddito di inclusione è una misura fondamentale quale crediamo profondamente ma sappiamo che è un ponte è una transizione Per consentire alle persone di cercare un lavoro in maniera più serena per coprire quello spazio di tempo Non è una risposta perché la risposta è quella del lavoro quindi sempre più ci impegneremo Su questo tema e lo faremo rafforzando l'alleanza che ci ha consentito di arrivare fin qui c'è quella in particolar modo il mondo dell'associazionismo e
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