La sua casa piena di sculture è diventata un museo grazie all’inaugurazione della Casa Museo della pietra il 4 agosto 2024 Conobbi Antonio Perna di Castelfranco in Miscano (BN), la sera del 10 settembre 2023, grazie all’amico comune Francesco Cardinale, che introdussi, qualche decennio fa, nella ricerca etnomusicale tra i contadini montecalvesi. ... La struttura della sua abitazione appare come un’originale casa-castello, con le pietre a faccia vista, le medesime che adopera per le sue sculture e che preleva in genere nelle campagne circostanti. E, in questo, si ritrova a fare anche un’opera meritoria di pulizia ambientale dai grossi massi disseminati in queste terre, che risultano essere ingombranti e pericolosi per chi fa il coltivatore arando col trattore. ... Antonio Perna vive e opera in una terra che la civiltà agropastorale arricchì nei secoli di tanti miti e leggende, comuni a tutti i paesi del circondario, che personalmente, muovendomi sul campo, ho repertato per decenni nella memoria etnica collettiva, in quello che intesi come un “Cerchio magico territoriale” attraversato dal Tratturo Pescasseroli Candela e da tanti tratturelli. ... Mi sono mosso tra Buonalbergo, Casalbore, Ginestra degli Schiavoni, Malvizza, Castelfranco in Miscano, Montefalcone di Val Fortore, Roseto Valfortore, Faeto, Celle di San Vito, Greci, Aequum Tuticum, Ariano Irpino, Tressanti, Montecalvo Irpino, Corsano, Sant’Arcangelo Trimonte (l’antica Montemalo), Apice e Paduli, per arrivare a lambire pure Montaguto, Panni, Bovino e Troia. ... Antonio Perna cominciò da ragazzo a plasmare delle figure in argilla e, nel corso degli anni, si è fatto da solo acquisendo una grande sapienza e maestria di artista-artigiano con gli scalpelli. È uno scultore figurativo che ha guardato e assorbito dall’arte colta del passato e subito la suggestione dei mascheroni sulle facciate di case e palazzi, delle maschere apotropaiche dei conci di chiave delle case dei paesi e delle sculture sacre delle chiese. Ha sintetizzato una personale estetica figurativa, in parte erudita e in parte popolare, piena di rimandi all’arte romana, greca e orientale, attingendo tanto anche dall’immaginario collettivo. Ha costellato la sua vita di fantastiche sculture in pietra, ha arricchito abitazioni con elementi decorativi scolpiti e ha inventato significative soluzioni architettoniche. Antonio Perna sta popolando la memoria degli avi con figure che sono delle vere e proprie magie di pietra, con dei panneggi-drappeggi e un’audacia compositiva propria del barocco popolare. Nella sua produzione artistica ha realizzato mascheroni, fregi e simboli magici, figure diavolesche, opere con figure multiple, animali mitici, busti di personaggi, colonne decorate come dei totem, capitelli istoriati, bassorilievi, caminetti decorati, edicole-fontane con figure sacre. E tra queste ha scolpito Cristo e la Madonna, San Pio da Pietrelcina e ha ideato la Madonna del Miscano, riferita al fiume Miscano, che ha come sorgente un gruppo di ruscelli alle falde sud-occidentali del monte Difesa, a 970 m di altitudine tra i territori di Faeto (FG), Castelfranco in Miscano (BN) e Roseto Valfortore (FG), nei monti della Daunia, e attraversa una lunga e dolce valle per 32 km, nel territorio di tre province, Foggia, Avellino e Benevento, scorrendo lungo la linea ferroviaria per sfociare nell’Ufita, affluente del fiume Calore che attraversa Benevento. Idealmente Perna ripopola, con tante sue opere, i rioni, le vie e gli angoli dei paesi abbandonati. Ed è come se ad essi ridesse linfa vitale, coi suoi rimandi alla cultura apotropaica dei secoli passati, ai tanti cunti degli affabulatori contadini accanto ai caminetti nelle fredde serate d’inverno. I volti delle sue figure sono quasi sempre pieni ed espressivi e le sembianze richiamano talvolta l’arte pompeiana. ... Perna ha imparato negli anni a capire l’anima delle pietre, a interpretarne le venature, gli strati geologici e le sfumature cromatiche, per dare forma alle sue opere, caratterizzate da una grande varietà estetica e simbolica. ... Adopera diversi tipi di pietra con colori, venature e durezza differenti che lo ispirano nel dare espressività, fascino e forme variegate alle sue figure. In definitiva il suo è un inno alla qualità espressiva della rappresentazione, nell’intento di perseguire un’ammaliante bellezza estetica. ... Lui, che ha tanto lavorato negli anni ma che ha anche la passione del canto, ha visto realizzarsi l’aspirazione di una vita. Tante delle sue opere sono ora esposte nella sua casa, grazie all’inaugurazione della Casa Museo della pietra, avvenuta il 4 agosto 2024. Zell, 22 settembre 2024 Angelo Siciliano
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