Felix Mendelssohn B.-Concerto n. 2 in re minore op. 40 per pianoforte e orchestra,
op. 40 (MWV O11)
Orchestra Filarmonica di Olsztyn diretta da Silvano Frontalini
LORENZO BAVAJ pianista.
00:00:00: 1-Allegro appassionato (re minore)
00:08:36: 2- Adagio. Molto sostenuto (si bemolle maggiore)
00:16:51: 3-Finale. Presto scherzando (re maggiore)
Organico: pianoforte solista, 2 flauti, 2 oboi, 2 clarinetti, 2 fagotti, 2 corni, 2 trombe, timpani, archi
Composizione: Bingen am Rhein, 5 Agosto 1837
Prima esecuzione: Lipsia, Gewandhaus Saal.
Scritto nel 1837, cinque anni dopo il primo e più famoso Concerto in sol minore op. 25, il Concerto in re minore op. 40, pubblicato a Lipsia l'anno successivo, presenta varie analogie strutturali con l'op. 25, sia nei tre movimenti che si susseguono senza soluzione di continuità, sia per il carattere brillante della scrittura pianistica che rivela chiare ascendenze weberiane nel tono gioiosamente virtuosistico che, tuttavia, si rivela estraneo alle forme deteriori dell'esibizionismo di bravura. Per questa ragione nel concerto non è inserita la cadenza che Mendelssohn giudicò sempre un episodio inutile in quanto, per il suo stesso carattere virtuosistico, avrebbe potuto interrompere la continuità e l'unità del discorso musicale. Concepito in un momento particolarmente fortunato della carriera del compositore amburghese, il Concerto si apre in un'esuberante atmosfera rivelatoria d'una esaltante gioia di vivere che talora si mostra aperta a certi atteggiamenti salottieri di carattere brillante che ricordano il pianismo di Thalberg e Kalkbrenner, compositori peraltro disprezzati da Mendelssohn per il loro pianismo esteriore. Lo stesso Mendelssohn, spesso critico nei confronti delle proprie opere, in una lettera del 12 luglio 1837 aveva scritto alla sorella Fanny: «II concerto non è molto importante come composizione, ma al pianoforte l'ultima parte fa un effetto di fuoco di artificio, tanto che io stesso ne rido, mentre Cécile non si stanca di ascoltarlo.» In realtà mentre il secondo movimento è costituito da un Adagio, concepito come un Lied ohne Worte in cui rifulge la scorrevole fluidità melodica tipica della scrittura mendelssohniana, il finale, Presto scherzando, è una esplosione di esuberante vitalità peraltro assai ammirata da Schumann che così parla del Concerto nei suoi scritti: «Certo sarebbe una spiacevole perdita se il concerto per pianoforte e orchestra andasse completamente in disuso: d'altra parte non si può dar torto ai pianisti quando dicono: "non abbiamo bisogno di nessun aiuto, anche da soli il nostro è uno strumento assolutamente completo." E quindi dobbiamo stare tranquillamente ad aspettare che arrivi il genio che sappia collegare l'orchestra al pianoforte in modo nuovo e scintillante, sì che il protagonista seduto al pianoforte possa dispiegare tutta la ricchezza del proprio strumento e della propria arte mentre però all'orchestra è affidata qualcosa di più di una semplice funzione di spettatore, potendo intervenire in scena arricchendo la trama musicale con i suoi multiformi caratteri. Una cosa però possiamo ragionevolmente chiedere ai compositori più giova
LORENZO BAVAJ, nato a Macerata, ha dimostrato sin da piccolo un talento per la musica che lo ha portato a diplomarsi in pianoforte presso il Conservatorio “G. Rossini” di Pesaro a diciotto anni con il massimo dei voti, la lode e la menzione speciale dopo aver terminato gli studi classici.
Si è esibito nei più importanti centri musicali italiani ed all’estero: Spagna, Polonia, Unione Sovietica, Bulgaria, Germania, Svizzera, Austria, Grecia.
Ha suonato come solista, con l’orchestra e in formazioni da camera facendosi ovunque apprezzare per il suo tocco personale, per la spiccata musicalità e per una tecnica perfetta.
Ha collaborato con strumentisti e cantanti quali: Maxence Larrieu, Peter Lucas Graf, Cecilia Gasdia, Fiorenza Cedolins, Monserrat Caballè, Ainhoa Arteta, Barbara Frittoli. Dal 1989 suona con il tenore catalano Josè Carreras e con lui si è esibito in più di 600 recitals in tutto il mondo. Scala compresa
Lorenzo Bavaj tiene corsi di perfezionamento in Italia, Spagna, Giappone.
La sua discografia ricca di più di 45 CD comprende numerose prime registrazioni assolute tra cui le “Quatre Mendiants e Quatre Hors d’oeuvre” di Giachino Rossini; composizioni di Gaetano Donizetti; Amilcare Zanella, Alfredo Casella; Anton Diabelli, ecc oltre a numerose registrazioni con il tenore Carreras per la Sony, Erato, Duetsche Grammophone.
È membro dell’Accademia dei Catenati e ha insegnato pianoforte principale al Conservatorio “G. Rossini” di Pesaro; è inoltre consulente artistico di associazioni musicali e festivals operistici.
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