Sin dal tempo di Innocenzo III, in cima al colle di Todi esisteva una chiesa dedicata al protettore S. Fortunato la cui ubicazione doveva corrispondere a quella che attualmente va sotto il nome di Cappella Gregoriana, in fondo alla navata destra del tempio.
La chiesa attuale potrebbe esser stata fondata nel 1292, ma esisteva già qualcosa prima: una precedente è menzionata nello Statuto di Todi del 1275, che impone al podestà di farne tener libero e pulito il sagrato.
La chiesa può considerarsi ultimata nella seconda metà del sec. XV rimanendo incompleta solo nella facciata ed essendo occorso per la sua costruzione circa un secolo e mezzo.
Sotto la cantoria, una porta immette in una stanza in tutto simile, nella sua struttura, alle altre cappelle, seppure molto più piccola. Era infatti l'ultima cappella, la settima della navata sinistra, a suo tempo chiusa ed utilizzata come luogo di sepoltura.
Sopra a questa stanza si eleva il campanile, molto alto, disegnato secondo il modello del S. Francesco in Assisi, cui si accede dalla sagrestia per mezzo di una comoda scala di 106 gradini che porta sino alla cella campanaria.
La torre fu condotta a termine nel 1460 e venne innalzata, in cima alla cuspide, una palla di rame con un angelo anch'esso di rame, dorati.
Nella cella campanaria troviamo cinque bronzi: la grande rifusa nel 1923 dalla Premiata Fonderia Marinelli di Agnone, la seconda fusa nel 1702 dal M° Marcus Antonius di Pisa, terza e quarta rispettivamente del 1626 e 1671, ed una quinta, detta "di Jacopone", datata 1286. Quest'ultima giace silenziosa nella parte più alta della cella in quanto nei secoli passati ne venne danneggiato il bordo inferiore non permettendone più il suono [curiosità: troviamo lo stesso danno nella campana maggiore della torre del Palazzo dei Priori di Perugia].
Sui fianchi della grande, prima che venisse rifusa (1680 era l'anno di fabbricazione), si leggeva "A fulgure et tempestate libera nos Domine"; sulla terza si legge ancora: "Christus ab omni malo nos defendat. Barbara, virgo Dei, modo memento mei"; mentre la quarta ripete le diffusissime parole "Mentem sanctam, spontaneam, honorem Deo et patriae liberationem", testo che ab antiquo possiede valore di scongiuro, specie contro tempeste naturali.
La campana maggiore, pur non essendo la più grande della città (superata dal cosiddetto "Campanone" della cattedrale) è certamente la più importante, anche perché il suono, vista la posizione sulla cima del colle, arriva fino ai borghi nitidissimo. Ci è narrato che fin quando era suonata a mano, veniva lasciata in posizione a bicchiere in un instabile equilibrio, tenuta da un bastone poggiato a terra: quando allora si tornava a suonare, toglievano all'improvviso il bastone e la campana scendeva a tutta forza dando un gran rintocco (per la cattedrale invece il suono cresceva grado a grado ed era di più modesto effetto).
Oggi queste campane suonano elettricamente mediante impianto della ditta AEI Perego, per la maggior parte eseguendo la distesa delle due minori elettrificate.
Altri campanili nella città di Todi:
Madonna della Neve (fraz. Pian di Porto), • Campane di Pian di Porto (PG)
Maria Assunta (fraz. Ponterio), • Campane di Ponterio di Todi (PG)
SS. Crocifisso, • Campane di Todi - SS. Crocifisso
Madonna del Campione, • Campana di Todi - Madonna del Campione
Concattedrale SS. Annunziata, • Campane di Todi - CATTEDRALE
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