Dédié à la grande chanteuse Dalida
Il venait d'avoir dix-huit ans (by Pascal Sevran, Serge Lebrail and Pascal Auriat)
He must have been eighteen
Diciott'anni
La grande artista Dalida (per l'anagrafe francese: Yolanda Cristina Gigliotti) ha accompagnato molti anni della mia vita con stupende canzoni e con la sua bella ma imperscrutabile personalità. Tuttavia non conoscevo molte delle sue interpretazioni.
Il 4 maggio del 1997, quindi a 10 anni dalla morte della cantante, suo fratello Orlando Gigliotti (nome d'arte Bruno Gigliotti), fu ospite d'onore della trasmissione televisiva "Dalida amore mio", ideata e condotta da Paolo Limiti.
Purtroppo, il filmato di quell'intera trasmissione, è stato rimosso da YouTube a causa della chiusura del relativo account.
Il noto paroliere, nel corso dello "speciale", raccontò di come Dalida era giunta all'incisione di "Il venait d'avoir 18 ans" (Diciott'anni); quindi ce la fece ascoltare. Io mi innamorai profondamente di quella canzone, soprattutto della musica che mi rimase nel cuore e nella mente (poi seppi che la cantante l'aveva incisa anche in italiano, col titolo "Diciotto anni", con parole di Roberto Arnaldi). Altre sue versioni le trovate in inglese e in giapponese qui su Youtube.
Il mio grande apprezzamento per la musica leggera internazionale non mi impedì di subire l'influenza della musica pop rock degli anni '60 e '70; in particolare di quella dei Beatles. Poi mi appassionai molto alla corrente del "progressive rock" (con le sue mille sfaccettature) e, grazie a certi suoi esponenti, finii per apprezzare sempre più la musica classica, specialmente quella sinfonica.
Tra i singoli artisti di quel periodo, preferivo i grandi "solisti" come Tomita e Walter Carlos. Tra le band straniere amavo i "Procol Harum"; anch'essi si ispiravano spesso alla musica classica e da essa traevano gustosi e meravigliosi spunti.
Un po' di tempo fa, per puro caso, ebbi l'occasione di riascoltare "Il venait d'avoir 18 ans", sia nella versione originale di Dalida, sia in quella di Franco Battiato; ciò mi indusse a farne un piccolo arrangiamento personale. Qualcosa, quindi, iniziò a frullarmi per la mente fino ad immaginarmi Dalida che cantava "Il venait d'avoir 18 ans" accompagnata dai Procol Harum; beh, lasciatemi almeno sognare!
Questo è il risultato; spero che a qualcuno sia gradito.
Maurizio "Poppy" Parodi - Genova, febbraio 2010 (aggiornamento del luglio 2013)
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Aveva appena compiuto 18 anni;
era bello come un bambino,
forte come un uomo.
(Lui) Era l'estate, ovviamente,
ma io ricontavo
le mie notti d'autunno.
Ho riordinato i miei capelli,
un po' più di nero sui miei occhi;
e questo lo faceva ridere.
Quando si è avvicinato a me
avrei dato qualsiasi cosa
per sedurlo.
Aveva appena compiuto 18 anni.
E' stato il più bell'argomento
della sua vittoria.
Lui non mi parlò d'amore,
lui pensava che le parole d'amore
fossero ridicole.
Lui mi ha detto: "ti voglio";
lo aveva visto nel film
"Le blé en herbe".
Nell'incavo di un letto improvvisato
ho scoperto stupita
un cielo superbo.
Aveva appena compiuto 18 anni,
ciò lo ha reso quasi insolente
per la sua sicurezza,
e mentre si stava rivestendo,
già sconfitta ho ritrovato
la mia solitudine.
Avrei voluto trattenerlo,
ma l'ho lasciato andare
senza fare un gesto.
Ha detto: "Non è stato poi così male",
con l'innocenza infernale
della sua giovinezza.
Ho riordinato i miei capelli,
un po' più di nero sui miei occhi,
per abitudine.
Ho semplicemente dimenticato.
che avevo avuto per due volte 18 anni.
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