La Galleria degli Arazzi dei Musei Vaticani è uno degli ambienti più affascinanti del complesso museale. Nata tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento dall’unione di due spazi distinti, fu Pio VI Braschi a voler tramezzare una parte della galleria per ricavare la prima Pinacoteca Vaticana, mentre Pio VII Chiaramonti volle in seguito restituirle l’attuale forma unitaria, trasformandola in un vero e proprio corridoio di meraviglie. Lungo le pareti si ammirano due preziose serie di arazzi appartenenti alle collezioni pontificie. Sul lato sinistro, la Vita di Cristo, realizzata a Bruxelles tra il 1524 e il 1531 nella bottega di Pieter van Aelst su cartoni degli allievi di Raffaello, racconta gli episodi dell’infanzia e della vita pubblica di Gesù, in un linguaggio ricco di dettagli e raffinatezza cromatica. Sul lato opposto, la Vita di Urbano VIII (1663–1679), ultimo capolavoro della manifattura Barberini, celebra il pontefice Maffeo Barberini come eletto divinamente alla guida della Chiesa e artefice di un pontificato provvidenziale. Ma è alzando lo sguardo che la Galleria rivela la sua piena teatralità: la decorazione della volta, realizzata tra il 1788 e il 1789 da Bernardino Nocchi con Domenico Del Frate e Antonio Marini, celebra le virtù e le gesta di Pio VI, trasfigurate in quelle di antichi imperatori romani. Nei tre tratti della volta scorrono i temi della buona politica, della magnificenza artistica e delle virtù morali del sovrano: da Nerva, Traiano e Alessandro Severo fino alla Clemenza di Tito, la Pace di Marco Aurelio e la bontà di Antonino Pio. Al centro domina lo stemma del pontefice, presentato dall’Architettura alla Pittura e alla Scultura, simbolo della perfetta armonia tra fede, arte e potere.
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The Gallery of the Tapestries is one of the most fascinating rooms in the museum complex. Created between the late eighteenth and early nineteenth centuries by combining two separate spaces, Pius VI Braschi decided to divide part of the gallery to create the first Vatican Art Gallery, while Pius VII Chiaramonti later wanted to restore it to its current unified form, transforming it into a veritable corridor of wonders. Along the walls, visitors can admire two precious series of tapestries belonging to the papal collections. On the left side, the Life of Christ, created in Brussels between 1524 and 1531 in the workshop of Pieter van Aelst based on cartoons by Raphael's pupils, recounts episodes from the childhood and public life of Jesus in a language rich in detail and chromatic refinement. On the opposite side, the Life of Urban VIII (1663–1679), the last masterpiece of the Barberini workshop, celebrates Pope Maffeo Barberini as divinely elected to lead the Church and architect of a providential pontificate. But it is when one looks up that the Gallery reveals its full theatricality: the decoration of the vault, completed between 1788 and 1789 by Bernardino Nocchi with Domenico Del Frate and Antonio Marini, celebrates the virtues and deeds of Pius VI, transfigured into those of ancient Roman emperors. The three sections of the vault depict the themes of good politics, artistic magnificence and the moral virtues of the sovereign: from Nerva, Trajan and Alexander Severus to the Clemency of Titus, the Peace of Marcus Aurelius and the Goodness of Antoninus Pius. In the centre is the pontiff's coat of arms, presented by Architecture to Painting and Sculpture, symbolising the perfect harmony between faith, art and power.
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