DIRETTO DA : LUIGI PATERNOSTER
"Il 2 luglio è un giorno che non si spiega, si vive.”
Abbiamo iniziato presto, prestissimo. Alle 4:30 del mattino, con la messa. Un momento intimo, silenzioso, sacro. Il prete ha benedetto la giornata che stavamo per affrontare. Un giorno di fede, fatica, tradizione e adrenalina.
Poi, lentamente, tutto ha preso forma.
Abbiamo preparato il cavallo, sistemato ogni dettaglio con cura. Tra mia mamma e un po’ di amici bastava guardare negli occhi l’animale per ritrovare il focus.
Dopo la preparazione è iniziata la vestizione: il momento più sacro per un cavaliere. Io e Ale ci prepariamo con tutta l’attrezzatura, eravamo nella sua barberia, mentre le nostre famiglie, amici e conoscenti erano li per darci una mano e mangiare insieme qualcosa. Ale non ha saputo resistere e tra un morso a un cornetto e a una focaccia del panificio gli é scappato anche qualche taglio di capelli.
Alle 8 del mattino, la prima cavalcata. Il cavallo scalpita, la folla inizia ad agitarsi. E noi, dentro quel vortice di emozioni, partiamo. Una prima corsa tra battiti e calore che con devozione accompagna la madonna dalla cattedrale a piccianello.
Il pranzo è solo una pausa apparente. Perché il cuore continua a correre.
Alle 18, parte la seconda parte del viaggio. Passiamo per il centro, che emozione ragazzi.. La sera del 2 luglio a cavallo in piazza Vittorio Veneto é stato bellissimo.
Torniamo alla fabbrica del carro per accompagnare dinuovo la Madonna in cattedrale. Io con il cavallo mi fermo un po’ prima, con addosso il peso di quello che si è fatto e di quello che ancora ci aspetta “lo strazzo”. In questa fase misuriamo le forze rimaste, ma anche la voglia di lasciare il segno. Aspetto questo momento esattamente da un anno, sono pronto a dare tutto, voglio vivere questo momento al massimo.
lasciato il cavallo c’è il cambio vestiti, la preparazione, lo zaino da recuperare. Ma soprattutto c’è l’adrenalina che sale: ci stiamo avvicinando al momento che conta.
Alle 23:00, lo strazzo. Crudo, caotico, emozionante. Non si può descrivere: si deve vedere.
10 minuti di puro panico..
Abbiamo preso due statue e due angioletti ma una statua purtroppo é andata distrutta perché é scivolata mentre volevo passarla tra le braccio del mio amico Nicola. E quel momento di errore apparente è diventato parte di questa storia. Di questa verità.
Dopo lo strazzo, Abbiamo chiuso questo video con gli altri assaltatori, fianco a fianco. Perché il 2 luglio non si vive da soli, la Festa della Bruna é passione e tradizione ma soprattutto aggregazione.
Quest’anno, il tema centrale del carro era con noi.
E poi, i fuochi. Il cielo che si accende come se volesse dire: “è finita ma non è finita mai davvero perché tra un’anno tutto ciò si ripeterà nuovamente.”
Passione e devozione per la nostra patrona Maria SS della Bruna.
Si ringraziano:
– Tutti quelli che ci hanno aiutato durante la giornata, dalla mattina presto fino a notte fonda
– Chi ha preparato con noi il cavallo(Andrea, Eustachio Frascati, Pasquale Barbetta, Giovanni d’alessandro, mia mamma), chi ha aiutato nella vestizione(mia nonna, mia mamma), nei cambi, nella logistica (Alessandro contuzzi, Mattia Salzano, Filippo Villone)
– Chi ha corso con noi durante lo strazzo e ha condiviso l’emozione dei pezzi (Nicola Vicenti, Mattia fantasia, Pierpaolo, Gianni Chita)
– Tutti quelli che ci hanno supportato, anche solo con una parola o una presenza
Foto copertina : Andrea bianchi
Un grazie sincero a chi ha fatto parte di questa giornata.
Senza di voi, raccontare questa esperienza non sarebbe stato possibile.
E ultimo ma non per importanza:
AMMOGGHJ AMMOGGHJ ALL' ONN C VAEN
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