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Le notizie di oggi riguardano la Federazione Russa.
L'Ucraina ha scatenato una massiva serie di attacchi contro il settore petrolifero della Russia in diverse regioni.
La devastante vendetta ha lasciato l'infrastruttura russa in rovina, con le autorità disperate per salvare il salvabile.
Durante l'attacco più importante, è stata colpita la stazione di pompaggio Kaleykino vicino ad Almetyesvk, facendo scaturire un incendio durato giorni.
A causa di ciò la produzione è calata del 33% e diverse cisterne sono ora danneggiate e fuori servizio.
La stazione di pompaggio è un nodo chiave e componente critica dell'infrastruttura d'esportazione della Russia, supportando non solo l'esportazione verso l'Europa attraverso il condotto Druzhba ma portando il petrolio fino ai porti del Mar Nero di Novorossiysk e Tuapse, gestendo quasi il 24% dell'esportazione totale.
Poco prima è andato a fuoco il centro di distribuzione a Borisovka in seguito a un attacco di droni ucraini con geolocalizzazioni che mostrano un signiicativo incendio e denso fumo sulla struttura.
L'incidente ha interrotto le forniture innescando misure di emergenza e sforzi per ripristrinare il servizio più rapidamente possibile.
Geolocalizzazioni mostrano un altro attacco di droni FP-2 contro un deposito di carburante ella Luhansk occupata, provocando un enorme incendio in zona.
L?impianto era già stato colpito più volte, come parte della strategia generale dell'Ucraine atta a interrompere le operazioni russe al fronte.
L'Ucraina ha preso di mira un'altra importante infrastruttura energetica russa, poiché anche l'impianto di trattamento del gas di Neftegorsky nell'oblast di Samara è stato attaccato, incendiando la struttura e danneggiando due colonne di stabilizzazione verticali. Il loro danneggiamento può interrompere il ciclo di produzione, poiché sono fondamentali per rimuovere le frazioni leggere dal petrolio greggio e prepararlo per il trasporto.
I droni dell'unità Alpha hanno colpito il deposito petrolifero di Velikolukskaya nell'oblast di Pskov in Russia in un altro attacco, ampliando la campagna di vendetta per colpire anche gli impianti di stoccaggio.
E' un deposito chiave, situato a quasi 500 chilometri dal confine, e ha subito 4 impatti nonostante fosse protetto da reti anti-drone.
I droni ucraini hanno anche colpito la raffineria di petrolio di Ilsky nella regione di Krasnodar per interrompere la prima fase della lavorazione del petrolio greggio, provocando incendi nei serbatoi di stoccaggio del carburante e nelle infrastrutture tecniche e causando danni significativi alla sua capacità di lavorazione annuale di circa 6,6 milioni di tonnellate.
A Sochi è stato dichiarato l'allarme aereo a seguito di segnalazioni di esplosioni, mentre circa 200 droni ucraini sono stati lanciati verso la Crimea e la regione di Krasnodar.
Tali attacchi saturanti amplificano l'impatto sovraccaricando le difese russe e consentono di condurre attacchi ripetuti.
La tattica mira a mettere fuori uso le infrastrutture energetiche, con nuovi attacchi lanciati dopo le riparazioni, interrompendo i flussi di entrate russe per lunghi periodi.
Nel villaggio di Volna sono stati danneggiati un deposito di carburante, alcuni magazzini e le infrastrutture del terminal.
Le forze ucraine hanno confermato un attacco al terminal petrolifero Tamanneftegaz, che ha distrutto un'officina utilizzata per la produzione e il confezionamento di oli speciali, riadattata per uso militare.
L'Ucraina ha colpito la raffineria Lukoil Ukhta nella Repubblica di Komi utilizzando droni Liutyi, seguiti da attacchi riusciti alle raffinerie di petrolio di Volgograd, Sloviansk-on-Kuban, Ryazan, Yaroslav, Kazan e Samara. Successivi attacchi hanno colpito più volte il porto di Novorossiysk, mentre sono stati presi di mira anche i depositi petroliferi di Saratov, Penza, Volgograd, Stary Oskol e Usman.
In generale questi massicci attacchi ucraini dimostrano una campagna di vendetta in espansione che punta a degradare i flussi petroliferi russi.
Nei pochi mesi del 2026 sono già stati colpiti decine di depositi, 4 raffinerie e disabilitato il 15% della capacità di raffinazione totale della Russia.
Interrompendo i nodi chiave glia ttacchi stanno limitando le entrate che finanziano lo sforzo bellico, contribuendo al contempo alla carenza di carburante per i civili che ha una ridotta priorità in confronto a quello militare, creando quindi problemi al governo russo.
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