It is possible, indeed it is easy, to organize a wild safari in Africa, with small children, in complete safety, in malaria-free areas.
This is our travel story, at the Mabula Game Lodge, and the Madikwe Game Reserve.
May, 2009
Soundtrack:
Elton John - Circle of Life, Can You Feel the Love Tonight
Mabula
Ce le ricordavamo bene, queste sensazioni. L’odore della terra e il vento fresco sulla faccia, mentre la jeep viaggia spedita sulla pista di terra rossa che taglia in due la savana. L’emozione del primo avvistamento - oggi una giraffa al trotto – o del barrito lontano degli elefanti, prima ancora di vederli. Il freddo all’alba, il quel momento sospeso, non più notte non ancora giorno, quando escono le jeep; il gusto della colazione nella savana, o dell’aperitivo dopo il tramonto, con la birra ghiacciata sulle labbra secche, mentre la luce dell’Africa rapidamente scompare dietro le colline e la temperatura crolla all’improvviso. Il cielo carico di stelle. Siamo di nuovo in Africa, sugli altopiani a nord di Johannesburg, nella regione del Limpopo, rigorosamente malaria-free: siamo alla Mabula Game Reserve, con il nostro bambino curioso di cinque anni, che porta sulla jeep Bobò, il suo orsacchiotto, beve solo coca cola e si fa sommergere di baci che è un piacere.
…
E ci inventiamo questa cosa pazzesca del safari a cavallo – the ultimate safari – possibile perché Mabula ha aree delimitate per i predatori, cosa che può non piacere del tutto ai puristi della wilderness, ma che permette l’emozione di avvicinarsi a cavallo, senza rischio di essere sbranati, ai branchi di zebre, alle giraffe, ma anche ai rinoceronti. Ne esce una magnifica avventura. Pietro è incredibile, cavalca da solo sul suo cavallo, grosso dieci volte lui, sereno nella savana, senza scomporsi neanche quando un rinoceronte si irrita e, a non più di quindici metri da noi, rotea le orecchie e accenna ad un passo di carica.
Madikwe
La sera si inventano una cena in mezzo al bush, sotto le stelle in piena savana, in uno spazio creato tra alti fuochi. E trai barriti degli elefanti. Pietro chiarisce subito il concetto in modo perfetto, con la tipica saggezza di un bambino di cinque anni. “Ma questi sono pazzi a preparare la cena nella savana, con i leoni e gli elefanti a pochi passi”. Usiamo il nostro bambino come scusa (“è stanco, ha sonno, ha freddo, è malato”) e ci facciamo portare al lodge, cenando in camera. E forse salvando la pelle. Il ruggito a pochi metri dai fuochi mi è rimasto nella testa per tutta la notte.
...
Mattina di grandi emozioni, oggi. Prima iene e licaoni. Poi ci fermiamo per la colazione nella savana: il ranger tira fuori il tavolino, i thermos con il caffè e la cioccolata calda, i favolosi biscottini al burro e i muffin. Io mi allontano di qualche metro per una foto, qualcuno cerca un albero per fare la pipì. E all’improvviso ecco il ruggito inconfondibile del re della foresta. Il
ranger grida, tutti saltiamo di corsa sulla jeep (che peraltro scopriamo ha una gomma bucata). E ad una trentina di metri da noi, ecco trotterellare regali i due grossi maschi dominanti di Madikwe, i due che hanno abbattuto la giraffa, per capirci. Ci guardano annoiati. E se ne vanno. Passano un paio di minuti di silenzio e, cauti, scendiamo di nuovo dalla jeep, per riprendere la colazione bruscamente interrotta. Ma era una finta. Ecco di nuovo i due leoni che tornano indietro, questa volta con un inquietante galoppo. Tutti di nuovo sulla jeep. Con uno dei due che ci passa a non più di dieci metri, con sguardo interessato. Fantastico.
...
Ieri pomeriggio la piacevole novità, l’arrivo al lodge di due bambini italiani dell’età di Pietro:Cecilia, che sta facendo il giro del mondo in ottanta giorni con sua mamma, e Zizzi, che con i suoi due genitori la accompagna nella prima tappa sudafricana. Formiamo subito una jeep italiana. Pietro è felicissimo, aveva davvero bisogno di bambini con cui giocare. Oggi ancora super safari: zebre, giraffe, rinoceronti, un branco di elefanti vicinissimo, con una mamma che protegge il piccolo con energici barriti e inquietanti sventolii di orecchie nella nostra direzione; un aperitivo da favola al tramonto; e ancora il branco di leoni, con la leonessa che
passa letteralmente a trenta centimetri dal bordo aperto della jeep, noi paralizzati dalla tensione.
Информация по комментариям в разработке