Scritto e narrato da Lorenzo Andreaggi
La storia del nostro quartiere è più antica di quanto si possa credere. Tutto iniziò da qui, ancora prima dell’anno 1000, in una zona paludosa e ricca di acqua. Le prime case di fattoria vennero costruite vicine al fosso chiamato “Anconella”, dove oggi sorge il grande parco con il nome ad esso dedicato.
Al Bandino le nobili famiglie forgiarono la storia, chiuse da alte mura di giardini segreti, fontane, sculture e grotte. Villa di scandali e misteri. Oggi una parte del grande palazzo emana cultura e sapere dai migliaia di libri della biblioteca comunale.
“Qui nacquero i Brigidini!” La bellezza dell’Ex Monastero del Paradiso degli Alberti suscita sempre nostalgia nei vividi ricordi del popolo che ha pregato in tempi di guerra, agli affreschi del Paradiso Dantesco.
“Vado ai Moccoli!” - Si dice. Lungo la ripida salita che porta alla chiesa di Santa Brigida, testimone di lunghe processioni che illuminavano con fiamme di candele le vie dell’intero borgo.
Ed eccoci alla Villa di Rusciano che ricorda Roscius, soldato romano a cui Giulio Cesare aveva dato il territorio agricolo della zona sud, ancor prima della fondazione stessa di Florentia. In futuro ci avrebbe pensato il Brunelleschi a ristrutturarla.
Si riscende, e dal vecchio ruscello Rio Corbulo, nasce la Chiesa di Santa Maria a Ricorboli.
La Badia di Ripoli, luogo di partenza dei cavalieri per la battaglia di Campaldino.
La Chiesa di San Pierino detta del Bisarno, adornata da affreschi trecenteschi e posta tra i due rami del fiume Arno, ovvero, rialzata dai rigagnoli delle “lame”, quindi “in palco”.
Citando il Repetti: “Il Pian di Ripoli è il piano, o piuttosto il giardino più delizioso, più fruttifero, più fiorito, più popolato di ville, di palazzi, di chiese, di abitazioni, fra quanti formano ghirlanda alla bella Firenze”.
Il monumento ai caduti partigiani di Pian d’Albero in Piazza Elia dalla Costa, ci ricorda quanto le sofferenze delle stragi fasciste siano “resistenti” nella nostra memoria… mentre San Piero in Palco, quieta, osserva.
Una fonte miracolosa diede vita a Santa Margherita a Montici, testimone in collina dell’assedio alla città.
“I romani hanno dormito qui!”. Una grande testimonianza del nostro passato, agli albori della civiltà, alla chiesa di San Felice a Ema, la quale, ha riportato alla luce nei restauri del secolo scorso, i mitici capitelli delle colonne romaniche.
Pietra e maiolica. Quarantadue stemmi. Quarantadue famiglie ci raccontano le storie dei signori autorevoli che hanno governato in trecento anni il borgo del Galluzzo dall’interno del Palazzo del Podestà.
La Certosa ci stupisce con le sue magnificenze e chiude così il viaggio. Consapevoli delle nostre radici. Orgogliosi della storia, saccenti della nostra arte e cultura. Questo è il nostro bel quartiere. Questi siamo noi.
Luoghi (in ordine di apparizione):
Parco dell'Anconella
Prototipo della Cupola del Brunelleschi
Il Bandino
Grotta del Bandino
Biblioteca Villa Bandini
Ex Monastero del Paradiso degli Alberti
Chiesa di Santa Brigida al Paradiso
Tabernacolo di Sant'Isidoro
Villa di Rusciano
Chiesa di Santa Maria a Ricorboli
Badia di Ripoli
Chiesa di San Pierino detta del Bisarno
Via Buia
Castello Il Pitto
Monumento ai caduti di Pian d'Albero
Chiesa di San Piero in Palco
Chiesa di Santa Margherita a Montici
Chiesa di San Felice a Ema
Palazzo del Podestà
Certosa del Galluzzo
Una produzione Malandrino Film per Comune di Firenze - Consiglio di Quartiere 3
Regia: Andrea Mugnaini
Montaggio: Benni
Fotografo di scena: Yari Sacco
Attori: Walter Nestola
Interprete LIS: Elisa Canzi
Assistente: Raffaella Peluso
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