Campane del Santuario di Sant'Antonio (o dell'Arcella), Viale Arcella, Arcella, quartiere di Padova (Arceła in lingua veneta).
Suonata delle 21:30 per il Transito del Santo.
Dati:
Concerto di 8 campane in Do3 alla veronese.
I-Do3, fusa dalla Fonderia Cavadini di Verona nel 1922.
II-Re3, fusa dalla Fonderia Cavadini di Verona nel 1922.
III-Mi3, fusa dalla Fonderia Cavadini di Verona nel 1922.
IV-Fa3, fusa dalla Fonderia Cavadini di Verona nel 1922.
V-Sol3, fusa dalla Fonderia Cavadini di Verona nel 1922.
VI-La3, fusa dalla Fonderia Cavadini di Verona nel 1922.
VII-Si3, fusa dalla Fonderia Cavadini di Verona nel 1922.
VIII-Do4, fusa dalla Fonderia Cavadini di Verona nel 1922.
Le campane del Santuario hanno suonato in contemporanea con tutte le campane della Città di Padova.
Video dedicato a Francesco Marcato, dato che non è potuto venire.
Mi scuso per le foto mosse.
Spiegazione di Leopoldo Saracini (storico e presidente del "Comitato Organizzatore del Transito) riguardo le campane dell'Arcella e il Transito:
"Durante il Transito, a suonare per prima è la campana più piccola, il "Do", quella dei "fanciulli", perchè furono proprio i bambini a correre per le vie della città gridando a tutti la morte di Antonio. Proseguendo c'è poi la nota "Si" dedicata alla Beata Elena Enselmini, presente nell'Arcella nel monastero delle Clarisse che, gravemente malata, morirà pochi mesi dopo e il "La" che porta il nome di Luca Belludi, frate di grande cultura e amico fedele che assistette il taumaturgo da Camposampiero fino al quartiere settentrionale di Padova, scortando il carro trainato dai buoi. La quarta campana è il "Sol", intitolata a San Ludovico d'Angiò, principe e figlio del Re di Napoli, morto a 23 anni, e che si fece francescano rinunciando al trono, ricevendo così l'ammirazione di Sant'Antonio per la sua testimonianza di povertà. La campana è inoltre dedicata al parroco Ludovico Bressan, mentre il "Fa" ricorda San Francesco, sia quale fonte di ispirazione di Antonio di cui divenne ardente seguace, sia perchè lo stesso convento dell'Arcella venne fondato da Francesco di ritorno dall'oriente. Segue poi la campana di nota "Mi" che ha il nome di San Giuseppe, patrono dei moribondi, mentre il "Re" è dedicata alla Madonna e all'inno "O Gloriosa Domina Sublimis Inter Sidera" che Antonio intonò in punto di morte. Chiude la fila di campane la più grande, il "Do grave", intitolata a Sant'Antonio, che nell'Arcella chiuse gli occhi e la sua vita terrena".
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