Questo condominio genovese di corso de Stefanis, a Marassi, è un esempio per tutti i condomini della città, della provincia e d'Italia: da un anno all'altro, infatti, ha abbattuto drasticamente le proprie spese condominiali. Come? Aggredendo la spesa per il riscaldamento, che rappresenta il grosso, in media il 60% del totale. E' bastato fare alcuni lavori di riqualificazione energetica (nuove caldaie a metano al posto della vecchia e dispendiosa caldaia a gasolio, valvole termostatiche sui caloriferi) e il condominio è diventato energeticamente più efficiente: acqua calda prodotta a prezzi molto più bassi e sprechi azzerati sui singoli caloriferi. E così la bolletta energetica totale del condominio è calata dai 47.000 euro del 2010 ai 22.000 del 2013, e la spesa media per il riscaldamento di ognuno dei 55 condòmini è crollata da 1.000 a 450 euro l'anno, con un risparmio di oltre 550 euro. La ristrutturazione è costata 145.000 euro, di cui però ben 80.000 torneranno in tasca ai condòmini nell'arco di 5 anni, detratti dalle tasse: il famoso ecoincentivo statale. Tutto questo è possibile se nei condomini viene fatta la opportuna comunicazione sui vantaggi dell'intervento, vincendo resistenze e pregiudizi ancora molto diffusi.
LEONE BIAGIO, CONDOMINO C.SO DE STEFANIS 59
LEONE BIAGIO, CONDOMINO C.SO DE STEFANIS 59
L'ultimo intervento è negli appartamenti. Su ogni calorifero sono installati due dispositivi: la valvola termostatica regola la quantità d'acqua calda immessa nel radiatore, che sarà minore o maggiore a seconda della necessità di calore. Il ripartitore, invece, mostra in tempo reale su un display il consumo del singolo calorifero.
Il primo passo da fare per arrivare a un intervento come quello che abbiamo visto è fare una corretta diagnosi energetica. Occorre chiamare un termotecnico che attraverso misurazioni e calcoli definisca la giusta potenzialità del nuovo impianto di riscaldamento.
ING. ROBERTO IORI, PROGETTISTA
Un altro condominio dove è stato fatto un lavoro di riqualificazione energetica è, sempre a Genova, in piazza Martinez. Qui, in particolare, la vecchia caldaia a gasolio che era nei fondi del palazzo è stata rimossa, e sostituita da nuove caldaie a metano poste sul tetto, luogo più sicuro perché areato. Questi tubi metallici, scendendo attraverso il cavedio, portano l'acqua calda nuovamente nei fondi, dove è stato mantenuto il punto di partenza dei tubi che entrano negli appartamenti.
PAOLO MINETTI, INSTALLATORE IMPIANTI TERMICI
Lavori di riqualificazione energetica si possono fare anche nelle case antiche, come questa, storica, in salita San Nicolò, sempre a Genova, accanto al monumentale Albergo dei Poveri: qui il vecchio tetto tradizionale di ardesia era appoggiato su un tavolato inchiodato a travi di legno.
SARAH ZOTTI, ARCHITETTO
La riqualificazione energetica ha tre effetti positivi: grossi risparmi sulle spese condominiali, riduzione dell'inquinamento atmosferico e incentivo a un'economia green fatta di installatori, idraulici, architetti e ingegneri. E anche di amministratori di condominio, che però devono essere debitamente formati.
PIERLUIGI D'ANGELO, AMM. CONDOMINIALE E PRES. ANACI
Alla nuova figura dell'energy manager e al valore ambientale ed economico della riqualificazione energetica Anaci Genova ha dedicato nei giorni scorsi un convegno internazionale, promosso insieme a Muvita, fondazione della Provincia di Genova che si occupa da tempo proprio a questi temi, e che ha lanciato da due anni il progetto Condomini Intelligenti.
BARBARA GATTI, FONDAZIONE MUVITA
2013©Produzione ufficio comunicazione
della Provincia di Genova
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