A Melbourne doppietta Mercedes nel primo Gran premio della stagione: Russell davanti ad Antonelli, Leclerc terzo
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Max Verstappen è entrato nella nuova stagione con la postura di un carnivoro in un ristorante vegano, ma alla fine ha dovuto ammettere che a fare tutti quei sorpassi si è anche divertito. Per carità, niente di eccezionale, “passavo macchine più lente di due secondi a giro”. Però la combinazione fra una posizione in griglia molto arretrata, colpa sua che in prova era andato a sbattere, e un certo ritardo della Red Bull nello sviluppo della nuova macchina, l’ha costretto a un gran premio tutto all’attacco, e siamo certi che la cosa l’abbia gasato. Verstappen non è un cognome associabile a una stagione di transizione. Il sesto posto di ieri è solo una base di partenza, e del resto lo stesso Stefano Domenicali, nell’intervista che ci ha dato per Sette, aveva premesso che Melbourne avrebbe rivelato gerarchie nuove anche molto distanziate, e che dal giorno dopo tutti avrebbero lavorato per rovesciarle, o almeno ridurle. La Mercedes è incontestabilmente davanti al primo fixing. Tutto da vedere se il vantaggio durerà l’intera stagione. Dopo le prove di sabato sembrava che tra loro e la Ferrari ci fosse un secondo al giro, la realtà è stata assai meno spaventosa.Non essendo un esperto di Formula Uno, e quindi tanto meno un purista, posso dire che lo spettacolo dei primi dieci giri, diciamo fino al ritiro di Hadjar, è stato molto divertente. Poi è evidente che c’era qualcosa di artificiale, nel senso che la gestione della potenza aveva parte nei sorpassi e controsorpassi: c’era un pesce più grande che divorava senza scampo quello più piccolo. Il fatto però che Russell e Leclerc si siano scambiati più volte i due ruoli ha reso l’avvio della corsa una gran botta di adrenalina. E questo senza nemmeno menzionare la partenza, dove siamo saltati sul divano anche per una questione di tifo: ma un pilota che parte dalla quarta posizione e affronta in testa la prima curva fa un numero da circo a prescindere dal motore più piccolo, più agile, più scattante. Poi c’è stata la virtual safety car che ha risistemato la classifica in una direzione più vicina all’esito delle prove. Si è un po’ discusso - Hamilton l’ha fatto anche pubblicamente - sulla scelta della Ferrari di non diversificare le strategie chiamando ai box uno dei suoi due piloti, e questo è certamente un tema. Nessuno però ha considerato che nemmeno la Mercedes l’ha fatto, visto che sia Russell che Antonelli hanno speso subito, e assieme, il loro pit-stop. È probabile che non sarebbe cambiato niente in nessun caso, quindi.Detto che Lewis Hamilton ha tirato fuori la sua miglior corsa in Ferrari, e non era difficile direte voi, quest’alba di una stagione nuova e inedita ha allargato lo spettro dei giovani piloti in feroce ascesa. Il che è anche logico: chi è giovane si adatta più rapidamente al cambiamento. Kimi Antonelli su tutti. Se Russell ha vinto il gran premio, il bolognese ha fatto capire che non di monologo si tratterà, all’interno della Mercedes. E poi il debuttante Lindblad, che ha battagliato con Verstappen con la freddezza del predestinato, Bearman che ha già scritto un futuro in Ferrari, Colapinto del quale vi invito a guardare il numero in griglia per evitare Lawson. Infine, sentire tutto ciò raccontato dalla voce di Carlo Vanzini è il plus che volevamo tutti.
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