Le Parlement de Musique, Martin Gester
Salomé Haller, soprano
[00:00] I. Recitativo: Ferma, Tarquinio il passo, E già che a Collatino, al gran consorte, O lascivo, togliesti il proprio honore, A Lucretia infelice hor dà la morte, E fà ch'il crudo acciar la renda esangue,
Servendo alla sua colpa Di condegno color (ahi, lassa!) il sangue.
[00:55] II. Aria: Dove vai, crudo spietato? Riedi e tornami l'honor! Tu t'enfuggi (ahi, fiero Fato), E mi lasci il duol al cor.
[05:21] III. Recitativo: Ma folle! E che vaneggi? E non t'avvedi che il traditor non t'ode? Anzi te sola hor prende a scherno, Trionfando il felon della sua frode. E tu, infelice, hor spargi al vento Le doglie, le querele, e il tormento. Torna dunque in te stessa, e ti ramenta, Che già sei resa infame, On de mostrar tu devi a Roma e al mondo Che chi non hà più honor deve morire. Svenati dunque, e intanto apri la mano, Cio che non sà temer core Romano.
[06:24] IV. Aria: Coraggio, miei Spirti, la morte incontrate se perso è l'honor. Circondino i mirti, La membra violate da un perfido amor.
[10:02] V. Recitativo e aria: Di mortale sudor già tinto è il volto, e per l'ampia ferita,
cerca hormai di sortir e spirto e vita. Assistetemi, oh Dei! E a un infelice, additate la strada a' Campi Elisi. Io manco, O Cieli! Io manco e già m'assale della morte fatale, il colpo rio. O Patria! O Collatino! Io moro, addio.
[12:50] VI. Recitativo: Cosi mori Lucretia, e mostro al Tebro nove Strade al trionfo; ed ad onta de' Tarquinii e del orgoglio, Trionfò, ben chè morta, in Campidoglio.
Painting: Lucretia by Paolo Veronose. 1580-83
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