Stupenda canzone, sul filone della malinconia degli emigranti lontani dalla terra d’origine, composta nel 1938 dal cantante, autore, compositore, attore, chansonnier fiorentino ma di fama internazionale, Odoardo Spadaro. Fu incisa, tra gli altri ed a parte lo stesso Spadaro, da Carlo Buti, Narciso Parigi, Nada. Villa la incise per la CETRA il 14 marzo 1958 accompagnato dall’Orchestra del M° Ovidio Sarra. Disco 78 giri AC 3342 (Retro “Mattinata Fiorentina”) poi trasfuso su 45 giri SP 163 e su EP contenente tutte canzoni dedicate a Firenze. Bella l’interpretazione del Reuccio della canzone melodica italiana, Claudio Villa, con grande sentimento e con voce gradevolissima.
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Superb song, based on the melancholy of emigrants far from their homeland, composed in 1938 by the singer, author, composer, actor, Florentine chansonnier but of international fame, Odoardo Spadaro. It was engraved, among others and apart from Spadaro himself, by Carlo Buti, Narciso Parigi, Nada. Villa recorded it for CETRA on March 14, 1958 accompanied by the Orchestra of Maestro Ovidio Sarra. Disc 78 rpm AC 3342 (Retro “Mattinata Fiorentina”) then transfused on 45 rpm SP 163 and on EP containing all songs dedicated to Florence. Beautiful interpretation of the Italian melodic song by Reuccio, Claudio Villa, with great feeling and with a very pleasant voice.
PORTA UN BACIONE A FIRENZE
O. SPADARO
Partiva una mattina co un vapore
e una bella bambina lì arrivò.
Vedendomi la fa scusi signore
perdoni, l'è di' ffiore, sì lo so.
Lei torna a casa lieto, ben lo vedo
ed un favore piccolo vi chiedo
La porti un bacione a Firenze
che l'è la mia città
che in cuore ho sempre qui.
La porti un bacione a Firenze
lavoro sol per rivederla un dì.
Son figlia d'emigrante
per questo son distante,
lavoro perché un giorno a casa tornerò.
La porti un bacione a Firenze
se la rivedo glielo renderò
Bella bambina le ho risposto allora
il tuo bacione a'ccasa porterò.
E per tranquillità sin da quest'ora
in viaggio chiuso a chiave lo terrò.
Ma appena giunto a'ccasa te lo giuro
il bacio verso i'ccielo andrà sicuro.
Io porto il tuo bacio a Firenze
che l'è la tua città
e anche l'è di me.
Io porto il tuo bacio a Firenze
né mai, giammai potrò scordarmi te.
Sei figlia d’emigranti
per questo sei distante
ma sta sicura un giorno a casa tornerai.
Io porto il tuo bacio a Firenze
e da Firenze tanti baci avrai.
E’ vera questa storia e se la un fosse,
la può passar per vera sol perché,
so bene i lucciconi e tanta tosse
gli ha chi distante dalla Patria l’è.
Così ogni fiorentino ch’è lontano
vedendoti partir ti dirà piano:
La porti un bacione a Firenze,
gli è tanto che un ci vò,
ci crede? io un ci sto.
La porti un bacione a Firenze
e non vedo l’ora quando tornerò.
La nostra cittadina,
graziosa e sì carina,
l’a già tanti anni
e non invecchia mai.
Io porto i bacioni a Firenze
di tutti i fiorentini che incontrai,
di tutti i fiorentini che incontrai,
di tutti i fiorentini che incontrai.
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