Traccia 5 del primo disco ufficiale di ElDoMino - L'AmaroDolce (anno 2005)
testo:
[ElDoM] E' quasi ora di svegliarsi, la radio dà il buongiorno e solo a tratti io riesco a capire che il mio cervello deve alzarsi,
la luce riesce a entrare solo a sprazzi, e quando apro gli occhi vedo sul pavimento i vestiti sparsi e sento, ancora i passi della notte di collassi, fra strazi, divergenze, troppi dubbi sul da farsi, ed il problema di porsi, nuovi ostacoli, nuovi rimorsi,
per una vita a vent'anni vissuta a sorsi! Ma sono strani giorni, e più li vivi e più t'infogni, più fai chiarezza poi più ti confondi,
corrompi te stesso in modo da vederli colmi di amici perfetti che se li chiami sempre pronti, se rompi la realtà, ti si anneriscono anche i sogni, tu alza la testa, soddisfa solo i tuoi bisogni, e non conta se fingi e non fingere che conti, se imbrogli non basta riempire tutti sti fogli...
Rit.: Sono strani giorni, e non importa se li vivi sopra un nastro, o se li vivi mentre pensi a qualcos'altro, o semplicemente perchè non ci credi tanto forse è solo il tempo...
Sti giorni non li scordi, sono pochi quelli a cui puoi fare perno,
ma sono quelli che ti rimangono dentro,spesso se sei spento
perchè li si vive come il vento...al cento per cento!
[Claver] Quando m sveglio al mattino lei è sempre li che piange, il vomito è alla gola e il mio naso getta sangue, barcollando intanto sono arrivato in bagno, lo stomaco chiede un armistizio con l'alcool, cazzo, pronto un'altra volta, la faccia è stravolta, la barba incolta, tolta l'ultima macchia dalla mia felpa, sto di fretta, esco alla svelta perché il mondo non mi aspetta. È stretta sta vita, me ne sono accorto subito, i tuoi colpi a salve mi salutano e io ancora sto cercando una fonte attendibile perché ancora quando ritorno la serratura è invisibile, liriche che esplodono nei bassifondi classici, siccità di classi messi su terreni aridi, suoni marchigiani con i calici alle mani, noi brindiamo ad un domani senza più giorni strani.
Rit.
[ElDoM] Sono le tre del pomeriggio e a quest'ora c'ho fretta toccherà sbrigarmi, lo smog del fumo grigio mi aspetta provo a orientarmi, a malapena sento il clackson che mi suona
le auto dietro attendono che passo ormai è da una mezzora
ma io non posso accelerare già ho una vita di scazzi, e quando provo a esagerare mi ritrovo a piedi scalzi, quindi vivo con comodo l'età dei ragazzacci, da chi si veste Armani a chi va in giro con gli stracci...pochi ingranaggi, pochi bagagli, troppi viaggi, troppi contesti nei testi ma pochi messaggi,
alcuni dicono è la vita e tocca viverla, io dico che son strani giorni e la mia noia è in crescita, poche idee e poca tecnica, poca vena artistica e in più la mia mente ancora è troppo poco elastica, si mastica quà la voglia di notorietà,
faccio un salto in facoltà provo il salto di qualità ma...
Rit.
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