www.francescoinviaggio.it - Sicilia on the road 2008 - Il mastro di Campo a Mezzojuso (PA) Mezzoiuso, 34 km. da Palermo, è uno dei centri fondati dagli albanesi nel XV secolo in territorio palermitano. Tipico è dunque il rito greco bizantino che caratterizza le funzioni religiose di questo piccolo paese ai margini di un bosco.
Qui, l'ultima domenica di Carnevale, viene rappresentato il Mastro di Campo, una pittoresca pantomima popolare che si ripete nella piazza principale del paese da almeno due secoli. Ma ancora più indietro nel tempo si colloca l'episodio storico che risale al 1400 e che vuole ricordare una contrastata vicenda d'amore, la cui soluzione viene affidata alle armi. Nella pantomima a un certo punto si inseriscono Garibaldi e alcuni garibaldini, come segno dell'ammirazione della gente del luogo per l'eroe che proprio a Mezzoiuso venne acclamato nell'agosto del 1862.
Un palco che rappresenta il Castello reale, costruito sul lato della piazza, è addobbato con festoni, rami e bandierine. La popolazione aspetta con ansia l'arrivo del Re e della Corte; prima dell'arrivo della famiglia reale cominciano a comparire delle maschere. Finalmente si sentono squilli di tromba, l'inno nazionale e il corteo che avanza. Davanti a tutti c'è u Mastru di casa che invita la gente a far passare il Re e la Regina e in seguito i funzionari. La gente indossa costumi spagnoli del quattrocento e attende l'arrivo del Mastro di Campo. Il Re passeggia da una punta all'altra, dopo qualche minuto si sente il rumore del tamburo e si vede spuntare il Mastro di Campo. Scende da cavallo e fa gesti amorosi alla Regina. E' nervoso. Dopo aver misurato la strada che conduce al Castello, ritorna in mezzo alla piazza, si siede a un tavolo e scrive su un foglio la sfida al Re. L'ambasciatore che sta sempre vicino a lui, scende da cavallo e gli si inginocchia ai piedi, piega in due il foglio e lo infilza con una sciabola. L'ambasciatore sale a cavallo e porta al Palazzo Reale la sfida. Si inginocchia in presenza del Re e gli porge il foglio. Il Re accetta sdegnosamente la sfida e risponde per mezzo dell'ambasciatore. La Regina sapendo ciò gioisce.
Inizia la lotta: il Mastro di Campo tiene tra le mani una sciabola e fa piccoli salti. Il Re passeggia da una punta all'altra e ordina di cominciare a sparare cannonate.
I corazzieri girano incessantemente attorno al Castello. La Regina fa segnalazioni al Mastro di Campo che a sua volta risponde e continua a girare per la piazza. Arriva al Castello custodito dagli schiavi che vogliono impedirgli il passaggio: prima lotta con le armi poi li corrompe col denaro, così sale sul Castello dove avviene il duello con il Re. Il primo assalto non riesce e pensa di salire da una scala segreta. Ma non è possibile. Torna al centro della piazza, salta su un pecoraio, che tremante gli si getta ai piedi e che rappresenta il diavolo, fa segni amorosi alla Regina che gli invia baci col fazzoletto. Il Re continua a passeggiare sul Castello. I cannonieri sparano da una parte incessantemente. Il Mastro di Campo riesce a salire sul Castello dove ha un incontro diretto con il Re . La lotta continua accanita. Il Mastro di Campo continua le sue gesta e per la terza volta duella con il Re. Durante lo scontro il Mastro di Campo viene ferito e cade per terra. Tutti lo credono morto, la Regina sviene e le dame la confortano. Il Re è trionfante, la Regina inconsolabile e nella Corte si suona e si balla. Durante l'intervallo qualche maschera rende omaggio al Re, altre girano per la piazza. La Baronessa si copre con un velo nero in segno di lutto. Il Barone si reca al Castello per congratularsi con il Re e confortare la Regina. Dopo un po' di tempo il Mastro di Campo riprende la lotta. Ritorna in mezzo la piazza e invita il Re per mezzo dell'ambasciatore. Il Mastro di Campo gira per tutta la piazza, incita i cannonieri a sparare. Dà fuoco al cannone. Fa sforzi disperati per riuscire nell'impresa. Riesce a salire per una scala segreta sull'alto del Castello e la Regina accorre per esprimere i suoi sentimenti d'amore. Il Mastro di Campo ritorna in piazza per riprendere la lotta, allora il cannone del Castello Reale comincia a fallire i colpi, mentre quello del Mastro di Campo continua a sparare. La Regina è contenta, il Re è invece inquieto. Il Mastro di Campo sale al Castello, si impadronisce della Regina e il Re viene fatto prigioniero dai suoi stessi soldati. Tutte le maschere scendono in piazza per formare il corteo. Il Re, prigioniero in mezzo ai soldati segue la Regina e il Mastro di Campo, le maschere e in ultimo i corazzieri a cavallo. Le maschere si gettano a destra e a sinistra per la strada e sui balconi... manate di confetti!
Scheda realizzata dagli alunni
della classe II H
della Scuola Media "Giosue' Carducci",
nell'ambito del Progetto "Educazione alla Legalità":
"Studio e Valorizzazione delle Tradizioni Popolari",
a cura delle proff. Antonella Spatafora e Raffaella Papini.
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