Ero a Norcia per una breve vacanza con mio figlio, ospiti di mia madre, e fu un caso che mi trovai in mezzo alle celebrazioni in onore di San Benedetto Patrono di Europa quella domenica dell’11 luglio 1993, festeggiamenti che erano iniziati all’alba con funzioni religiose e che si sarebbero protratti fino a notte inoltrata con il tiro della balestra antica tra le Guaite in piazza, la sifilata storica e la Reliquia del Santo in processione per le vie principali della città a conclusione delle cerimonie. La Banda cittadina, sempre presente sia nelle solennità religiose sia in quelle civili, rappresentava il sigillo di garanzia quando si voleva sottolineare l’importanza di un evento cittadino, cadenzando il passo dei partecipanti. Si sentiva nell’aria che l’intera cittadinanza oltre un nutrito numero di turisti richiamati dal ricco programma in cartellone era emotivamente e spiritualmente coinvolta, forse perché in una mirabile sintesi si era riusciti a coniugare gli aspetti religiosi legati al Santo alla storia antica della città attraverso i suoi figuranti impersonanti le antiche magistrature che governavano la città, i rappresentanti delle guaite, coincidenti con le sei porte d’ingresso della città di allora e i castelli, le attuali frazioni, ognuno dei quali identificabili dai propri simboli e colori ben visibili nei loro stendardi, su cui sovrastava su tutti gli altri il gonfalone della città “Il leone rampante in campo rosso”. L’ingresso in piazza, vero palcoscenico della rappresentazione, era introdotto dal rullare dei tamburi, e i figuranti tra cui consoli, dignitari vari, paggi, armigeri, ovvero la società dell’epoca quella degli antichi Statuti di Norcia del 1300, andavano a collocarsi in punti simbolici della piazza: le magistrature con il loro seguito sulla scalinata del palazzo comunale, il clero su quelle della basilica di San Benedetto ed intorno tutti gli altri. Quella sera dalla Castellina fecero il loro ingresso in piazza i balestrieri, con le balestre ad armacollo guidati dal maestro d’armi che con passo marziale al suono dei tamburini andavano a prendere posizione per l’inizio della competizione: tiro di precisione su bersaglio fisso, così che lo spettacolo ebbe inizio. Per dovere di cronaca va detto che per favorire in Italia e all’estero la cultura medievale e la storia di Norcia e del suo territorio è stata creata “La compagnia dei balestrieri di Norcia” che ha aderito alla “Lega italiana di tiro alla balestra antica” e attualmente il Presidente nazionale di quest’ultima importante associazione nell’ambito delle rievocazioni storiche è il nostro concittadino Silvio (Ciccio) Amici, cui faccio tutti i miei auguri per la passione che mette per tenere alta la tradizione confrontandosi costantemente con città e borghi d’Italia che perseguono gli stessi obiettivi culturali. Per ultimo ma non per importanza, va ricordato che l’ideazione del Corteo Storico, che ha coinvolto nella sua realizzazione un nucleo elevato di persone, è della compianta regista Anna Ferrari, che ha diretto le coreagrafie delle centinaia di figuranti che si muovono nei loro ricchi costumi, i cui bozzetti sono stati disegnati al fine di essere ricreati dalla mia cara amica Enrica Coccia, dopo mesi e mesi di ricerche sugli abbigliamenti mediavali, tanto che noi possiamo ammirarli come in una sfilata di moda, indossati con eleganza e signorilità, fino a riportarci indietro nel tempo, in quella Norcia che tutti abbiamo
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