REGIONALI NEL CAOS: SCONTRO TRA LEADERS E MOSSE SEGRETE NEL PD E M5S
Ciò che accade non è solo una normale partita elettorale, ma il riflesso di alleanze fragili, rivalità interne e compromessi che rischiano di pesare sul futuro politico del Paese. Vi accompagneremo passo dopo passo per capire insieme quali sono le vere logiche dietro queste mosse.
Partiamo dalla Puglia, una regione che spesso diventa laboratorio di esperimenti politici e giochi di potere. La segretaria del PD, Elly Schlein, aveva lanciato un messaggio forte: “Basta con i cacicchi, basta con i capibastone locali che decidono tutto”. Ma alla prova dei fatti, ecco riapparire le stesse dinamiche che diceva di voler superare. In campo c’è l’ex sindaco di Bari, Antonio Decaro, che non rappresenta la linea schleiniana ma che resta un nome molto forte. A complicare il quadro ci sono due figure storiche: Michele Emiliano, attuale governatore, e Nichi Vendola, che con la sua esperienza politica è ancora un punto di riferimento. Un intreccio che rischia di trasformare la promessa di rinnovamento in una trattativa tra vecchi e nuovi equilibri. Decaro ha fatto sapere che non accetterebbe una candidatura se gli altri due continueranno a pesare come “papi” locali, ma è probabile che alla fine si arrivi a un accordo che rimette insieme proprio quelli che ufficialmente si volevano accantonare.
Passiamo alla Campania, dove lo scenario non è meno complesso. Qui spunta il nome di Roberto Fico, ex presidente della Camera ed esponente di primo piano del M5S. La sua eventuale candidatura apre un grande interrogativo: che fine ha fatto la regola dei due mandati, storica bandiera del M5S? Per anni quella norma è stata presentata come simbolo di moralità politica e di rinnovamento, ma oggi sembra diventata un dettaglio scomodo da archiviare. Fico, che ha già ricoperto incarichi istituzionali di altissimo livello, ora potrebbe puntare alla guida della Regione.
Il nodo vero, però, si chiama Vincenzo De Luca. Governatore in carica, amatissimo da una parte dei campani e contestato da altri, De Luca non è mai stato in sintonia con la Schlein. Per evitare uno scontro che rischierebbe di spaccare il partito, la segretaria avrebbe deciso una mossa clamorosa: nominare il figlio di De Luca, già deputato, segretario del PD campano. Una scelta che molti leggono come un modo per blindare i voti del governatore in vista del prossimo congresso nazionale. Così, mentre a parole si parla di cambiamento, nei fatti si ricorre alle logiche più classiche del potere, premiando i legami familiari e i pacchetti di consenso.
Non mancano altre novità nel Sud, dove si affacciano anche candidature legate al M5S come quella di Pasquale Tridico, ex presidente dell’INPS e volto simbolo del reddito di cittadinanza. L’idea è chiara: riportare al centro il tema del welfare e dell’assistenza sociale. Reddito di inclusione, di dignità, di cittadinanza… nomi diversi per lo stesso concetto, che resta molto radicato tra gli elettori del Sud e che viene proposto come strumento di giustizia sociale, ma che continua a dividere il Paese.
Il risultato è uno scenario complesso, fatto di compromessi e contraddizioni. In Puglia si parla di rinnovamento, ma si rimettono in gioco i vecchi leader. In Campania si sbandiera la trasparenza, ma si premia il figlio del governatore per avere i voti del padre. Nel M5S si invoca il limite dei mandati, ma poi si candidano figure che hanno già fatto un lungo percorso politico. Tutto questo rischia di aumentare ancora di più la distanza tra cittadini e politica. Molti elettori si chiedono: dov’è finita la coerenza? Dov’è finita la promessa di fare politica come missione e non come mestiere a vita?
Noi di Vetrina Italiana vogliamo accompagnarvi dentro queste dinamiche senza veli. Non ci limitiamo a riportare nomi e candidature, ma proviamo a leggere insieme cosa significano le scelte che vengono fatte. Dietro ogni accordo c’è una strategia, dietro ogni nomina c’è un calcolo, dietro ogni apparentamento c’è un messaggio che parla di potere. La domanda da porsi è: conta davvero la volontà di cambiare o, alla fine, prevale sempre la logica del mantenimento delle posizioni?
Quello che è certo è che le prossime regionali saranno decisive non solo per Puglia e Campania, ma per gli equilibri nazionali. Le mosse della Schlein, di De Luca, di Fico e di Tridico non sono semplici passaggi locali: rappresentano scelte che influenzeranno i rapporti di forza dentro il PD, dentro il M5S e nello scacchiere politico italiano.
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