Un altro bellissimo Week End sul Fiat Qubo camperizzato, all'insegna del Trekking e della natura dal sapore antico della splendida Valchiusella. Temperature decisamente autunnali con minime di 5° nella notte e venti da 70km h. Siamo ancora nella COMFORT ZONE.
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fonte Wikipedia
Traversella (Traussela in piemontese) è un comune italiano di 316 abitanti situato in Valchiusella, della città metropolitana di Torino, in Piemonte.
Gli edifici del borgo antico sono quasi interamente costruiti, come usuale in tutta la Valchiusella, in pietra. La loro architettura assai rustica si caratterizza per la presenza di lobbie (ballatoi in legno utilizzati per far seccare pannocchie di mais, castagne ed altri prodotti della valle), finestre ad archi e tetti coperti con le caratteristiche lose (lastre di pietra piatte e sottili).
Proseguendo oltre l'abitato, lungo la strada che risale il corso del Chiusella o antiche mulattiere che da essa si dipartono, si incontrano le frazioni di Traversella: Chiara, Cappia, Succinto, Delpizzen, Cantoncello, Fondo e Tallorno. Si tratta di borghi dall'aspetto tipicamente alpestre, posti in un ambiente naturale assai ben conservato.
Storia
Sin dalla fine del XIV secolo i Savoia se ne assicurarono il dominio: nel 1387 i capifamiglia dovettero recarsi ad Ivrea e giurare la loro fedeltà ad Amedeo VII, detto il Conte Rosso. L'economia del paese era in quel periodo legata fortemente allo sfruttamento dei giacimenti minerari da parte della popolazione locale.
L'inosservanza da parte dei feudatari minori di tali diritti, provocò nel XV secolo una ripresa della rivolta popolare (già nota col nome di "tuchinaggio"). Ludovico di Savoia verso la metà del secolo, per punire i ribelli, revocò la concessione di diritti estrattivi.
Solo nel 1745 una sentenza della Regia Camera dei Conti libererà definitivamente le famiglie traversellesi dai soprusi di tipo feudale.
Tra i personaggi di rilievo nati a Traversella va menzionato almeno, per la sua vita avventurosa ed i suoi ideali di libertà, il notaio Abbondio Chialiva.
Durante la seconda guerra mondiale, il 13 e 14 ottobre 1944 i Nazisti fucilarono per rappresaglia 13 Partigiani di varie parti d'Italia sulla piazza principale di Traversella: i loro nomi sono scolpiti su un lapide commemorativa sul luogo dell'eccidio, mentre la descrizione dell'evento è scritta in lingua piemontese su una targa a fianco.
All'inizio del paese una scritta in tedesco ("Achtung bandengefahr!"), restaurata nel 2010, ricorda che in questo territorio operavano formazioni Partigiane.
Scritta in tedesco, restaurata all'ingresso del paese
Le miniere
Ingresso di una galleria
Nel valloncello del Bersella si trovano giacimenti di minerali di ferro (magnetite, ma anche pirite), di tungsteno (scheelite) e, in misura minore, di rame. Gli avvenimenti geologici che hanno dato luogo a tali formazioni hanno prodotto anche silicati (granati, cloriti, epidoto, pirosseni, ecc.) che fanno di Traversella un sito ben noto agli appassionati di mineralogia. I primi documenti risalgono all'XI secolo ma la leggenda fa risalire ai Galli l'origine di queste miniere e sullo sperone di Balma Bianca, a nord di Traversella, vi sono tracce di lavori minerari consistenti in cunicoli bassi e stretti, praticamente inaccessibili, che si fanno risalire ai Salassi.
In ogni caso, Tito Livio scrive che il console Appio Claudio venne a patti con i Salassi e occupò le loro miniere fra le quali quelle di Brosso e di Phornellus-Proelim, a Traversella, e l'estrazione di ferro e rame servì per armare i presidi romani in Eporedia e Augusta Praetoria (le attuali Ivrea e Aosta).
Lo sfruttamento delle miniere di ferro rappresentò sin dal medioevo una risorsa economica importante per la comunità locale, ed i diritti di estrazione furono per lungo tempo materia di contesa con i feudatari locali.
Si legge in una vertenza del 1571, una perorazione dei diritti di estrazione da parte della gente del luogo che parla di Traversella.
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