Il servizio di Angelo Ruoppolo ( / 40129859538 ) Teleacras Agrigento del 6 dicembre 2014.
Agguato a Camastra. Due proiettili contro un pregiudicato di 36 anni, Domenico Mancuso. La vittima designata non è in pericolo di vita. Indagini in corso.
Ecco il testo :
A Camastra, Comune di poco più di 2mila abitanti in provincia di Agrigento, un’arma da fuoco ha sparato. Due sicari armati hanno infuocato la tarda sera lungo il corso centrale del paese circondato dai confini di Naro, Campobello di Licata e Palma di Montechiaro, e a 25 chilometri da Agrigento. Bersaglio della sparatoria è stato un pregiudicato, lui, Domenico Mancuso, 36 anni, originario di Palma di Montechiaro, ex detenuto, abitante a Camastra dove lavora al Comune come addetto al cimitero grazie alla legge sul reinserimento lavorativo e sociale degli ex detenuti. Mancuso è stato sorpreso a bordo ella sua automobile utilitaria, una Fiat 500. I due killer hanno teso l’agguato affiancandolo con un’ altra automobile, e uno dei due sarebbe saltato fuori dall’abitacolo per sparare contro la vittima designata. Domenico Mancuso è stato colpito quasi a bruciapelo da 2 proiettili, uno alla testa di striscio e un altro all’inguine. Poi, l’attentatore, credendo di avere sparato mortalmente, è rientrato in automobile ed è fuggito. Invece Mancuso non è morto. E’ stato soccorso e trasportato all’ospedale “Barone Lombardo” a Canicattì. Le condizioni del paziente non sono gravi. La prognosi è riservata ma secondo i medici non è in pericolo di vita. I Carabinieri della Compagnia di Licata hanno compiuto i rilievi sul luogo teatro della sparatoria, e adesso indagano, scavando, tra l’altro, sui precedenti del ferito. Fino al 27 novembre scorso Domenico Mancuso è stato detenuto agli arresti domiciliari, e ha scontato la condanna che gli è stata inflitta nell’ ambito dell’ inchiesta contro estorsioni e droga cosiddetta “Libertas”, dal nome del blitz che il 9 febbraio 2007 ha provocato il suo arresto. E un precedente arresto risale al 2006, l’ 8 luglio, il giorno dell’ operazione antidroga cosiddetta “Effetto serra”, quando Domenico Mancuso è stato carcerato insieme al fratello maggiore, Taddeo Mancuso, ammanettato perché colto dai poliziotti in un terreno alla periferia di Palma, in contrada Zubbia, a coltivare marijuana.
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